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Maialini Ar Culo

Il Dr.Psycho dice che sono una merda
Scopri cosa dice di te su http://psycho.asphalto.org/test/.

lunedì, 15 giugno 2009

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Nella prima metà degli anni ottanta la loro Ai Giast Rott'e Cazz furoreggiava durante le mie brufolose domeniche danzanti, in quel buco di culo che era il Charlie di Vicolo Bianchetti, a Bologna. Domani sera li ricanterò e li riballerò in quella voragine che è lo Stadio Olimpico di Roma. Pensando a quanto stracazzo di tempo sia passato per me, Dave, Martin & Co. [ché poi quello che mi piaceva deppiù che fine ha fatto?]

 p.s.: un grazie di cuore alla mia amata Kontessa.

ditato da: IlDitoArCulo alle ore giugno 15, 2009 16:00 | Link | commenti (16)
dito/i:indice, medio, pollice, mignolo
domenica, 07 giugno 2009

Ultimamente gli occhi lacrimano. Un po' è la polvere e un po' l'allegria. Cioè no, volevo scrivere allergia. Colpa pure di quei cazzo di fetùsi gelsomini sul balcone... [che ora macerando al sole, profumano di cimitero morto.]

Non voto... [e non me ne vanto.]

Fa semplicemente pendàn con il senso di inutilità[n]. [Che vièn e và(n).]

Ché poi ci sono ancora momenti belli, per cui vale la pena, cazzone che non sei altro [sto parlando con me].

Per cui vorrei  dire a coloro che ci sono: vi amo così tanto che mi vien da piangere... [ecco cosa cazzo è...]

artist: Joan As Police Woman - song: To Be Loved

ditato da: IlDitoArCulo alle ore giugno 07, 2009 08:00 | Link | commenti (37)
dito/i:indice, anulare, pollice, pondulo, mignolo, illice, trillice, mellino
martedì, 06 gennaio 2009



L'aula dove si tenevano le lezioni domenicali di catechismo era sita all'estremo di un'ala dell'edificio parrocchiale. Una porticina, oltre a quella d'ingresso, portava sul retro del palcoscenico del teatro. Lì, tra l'odore di muffa e polvere, venivano custoditi strumenti musicali, luci, attrezzi, costumi e parrucche di scena, tra cui quelli indossati qualche anno prima dal mio fratellone, per la rappresentazione de Il Cardinale Lambertini.

Una domenica la catechista designò anche il mio tra i nomi che avrebbero dovuto tenere una delle letture previste durante la messa delle 11:30. No, non voglio leggere io, mi opposi. La catechista [nome: Giovanna, che fa rima con...?] controbatté che tutti, prima o poi, avrebbero dovuto leggere. Incamerato l'ordine con la calma e lo stile tipici di un valoròs-guerriero, fuggii alla prima pausa pipì, proprio da quella porticina. Scavalcando amplificatori, arredi e cianfrusaglie varie finché non sgattaiolai fuori, verso la luce e la salvezza. Non mi rividero mai più.


Ciò che mi terrorizzava del leggere in pubblico era, oltre alla possibilità tutt'altro che remota di impapinarmi, quella di incappare in qualche vocabolo su cui nutrissi dubbi circa l'accentatura. Forte del trauma autoinfertomi dall'avere una volta enunciato, durante un'interrogazione e davanti a una intera classe di merdose iene, che l'Eneide era stata composta da Òmero. Dicasi anche doppia figura del cazzo. Ciàpa y porta a cà.

Ogni volta che mi assaliva un dubbio, esso mi intorcinava talmente tanto il cervellino che non riuscivo a prendermi nemmeno il tempo minimo necessario per ragionarci sopra. E posso statisticamente provare che nel dubbio, ciò che uscirà dalla mia bocca sarà la parola con l'accentatura errata. Un po' come insegna la teoria di Quèlo, secondo cui la risposta è dentro di te, solo che è sbagliata.

Una sera, a Bologna, durante una cena di lavoro, in un localino tutto fighetto con piatti ricercati dagli abbinamenti assurdi per un sempliciotto [nel mangiare, s'intende] come me, scorrevo le voci del menu a caccia di lemmi tipo fettuccine oppure lasagna. Che pure comparivano, ma seguite da robe tipo con lumachine marinate in salsa al rognone, oppure di piccione affogato nel tonno scaduto. Ad un certo punto intravedo una voce che mah... ti dirò... non sarà la fine del mondo, ma  pare commestibile. Leggo quel termine ed entro nello status tilt più totale; com cazz si dic... porc can... fffzzzz... zot! fin quando finalmente [finalmente?] il cameriere, un signore molto elegante e distinto, si rivolge alla mia attenzione con un il signore invece?

Sudato come una merda e senza indugio alcuno, con una non chalance davvero invidiabile, tipo spalla inclinata, gomito alzato e pugno sul tavolo, ordinai così i miei garganelli con scàrola, pinoli e uva passa. Il cameriere ripeté senza stropicciare minimamente il suo aplomb del cazzo: per il signore garganelli con scaròla, pinoli e uva passa. La tavolata pressoché intera dei colleghi cominciò a ridacchiare, diciamo sommessamente. Molto divertente, davvero... 'sti stupidi.
La vostra vita doveva essere veramente vuota e insulsa, poveri...
Piaciuto l'ultimo cinepanettone? ...Mh?
ditato da: IlDitoArCulo alle ore gennaio 06, 2009 22:22 | Link | commenti (15)
dito/i:indice, medio, pollice
giovedì, 20 dicembre 2007


Sembra una vita, ma accadde solo l'inoltrato autunno di un anno fa. Il resoconto di un uicchènd infernale, tipo di quelli che culminano in una di quelle domeniche in cui resti senza soldi, sigarette e ti si fotte pure il bancomat. Anzi, ora che ci penso, proprio un uicchènd di quelli, con proprio una domenica di quelle. Tra i vari commenti resto folgorato da uno. Poi uno pensa che certe cose si scrivono così, tanto per scrivere. E poi si sa che la bloggosfera è piena di cazzari. Ma l'istinto mio bastardo, quello che sovente mi inganna, quella volta mi urlò con accorato vigore che no, questa volta non sto sbagliando, giuro.

Da lì una serie piccola, troppo piccola, di brevi, troppo brevi incontri. Incontri a base di amatriciane o grice, vinello, tabacco e chiacchiere. Pause pranzo polverizzate in un lasso di tempo che pareva durare uno schiocco di dita, dentro il quale si svisceravano rara empatia e chiacchiere torrenziali. Che poi tornavo al mio ufficio felice, ubriaco di vino, chiacchiere e soprattutto sorrisi. E la panza piena. [Ristorante al Simeto - Via Simeto - Roma, zona Via Po/Via Salaria - 1 primo (molto abbbundante), 1/4 di vino, 1/2 acqua, caffè - 10 € - si accettano buoni pasto].

Ieri sera, l'ennesimo incontro dopo i rispettivi lavori, a due passi da casa sua, con due vodka & martini, due vassoi di eleganti stuzzichini e due pasticcini di mousse al cioccolato. E due ore con due miliardi, parola più parola meno, di chiacchiere. E ad un certo punto anche due donne fantastiche davanti a me. Perché non capivo più un cazzo, per quanto ero ubriaco. Doppia visione, doppia gioia. Ricevo inoltre, in prezioso dono, un rossetto rouge allure di Chanel ed un roll-on di glitters. Perché la classe non è mai acqua.

Giù nella metro, sono talmente frastornato e contento che sorrido a tutti. Qualcuno ricambia, qualcuno cambia traiettoria allo sguardo e ai propri passi. Una donnina cinese alta due mele o poco più ride di me mentre, occultato dietro a una colonna, mi sparo le pose con la fotocamera del telefonino. Ti plego tu non lidele di me le dico, poi scoppio a lidele anch'io. Salgo sul treno con una ovvia ebetis paresisorridens. Tutto è bello. E buffo. Buffo e bello. Ma mica è colpa dei due vodka & martini, tzè. Colpa di quei due fantastilioni di sorrisi che mi hanno travolto nel corso di quel denso, intimo e confidenziale bla bla bla. E glu glu glu, e gnam gnam gnam. Che il tempo è volato, ma sono giunto a casa che erano quasi le dieci. Il traffico era congestionato, i bus fermi, e mi sono dovuto fare un bel pezzo a piedi. Tra il traffico buffo e bello, con i fari negli occhi, i clacson nelle orecchie, le gambe per i cazzi loro e le gote congelate. E la bag di Chanel ciondolante gaia, nella mia manona.

Doppio hic.



artist: the Cardigans - song: I need some fine wine and you, you need to be nicer

Compleanni: Oggi
ditato da: IlDitoArCulo alle ore dicembre 20, 2007 13:08 | Link | commenti (19)
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lunedì, 17 dicembre 2007
-Ti penso tanto e ti stringo forte in questo giorno speciale! Spero di poterlo fare molto presto di persona. Fsteggia cm si deve, cm più desideri! g

-Piccola sto cercando un telefono pubblico per chiamarti e farti gli auguri ma qui a berlino è un'impresa.. Visto il freddo vorrei essere li con voi. Ti nando un enorme bacio e di sicuro sarà la festa dell'anno. Auguri auguri auguri.

-Faccio un salto stellina! Per le 9 sono da te! Buon compleanno.

-Auguri strafigo! Un bacio. Charlie

-Molti miao auguri. A dopo. baciui

-Tanti culiii a teee ..tanti auguriii a teee .. tanti auguri mortadellassaaa.. Tanti culiii a teeee*

-Quattro,tre,due.uno...e... trentanove! :) anzitutto un bel giorno divertente,tanto x cominciar bene, e poi un anno di quelli grandiosi! buon compleanno, Checs! Vi.



artist: Mower - song: Then the drugs came out to play


°Party's Credits°

thanks to Regina del Conato e Principe Consorte per l'hi-fi, le luci, la mirror ball, le frittate e il tiramisu;
thanks to l' Estintore per gli arredi;
thanks to Contessa der Pigneto per la quiche e il supporto;
thanks to Monaca Bastarda per il servizio fotografico;
thanks to Klito Ridea per il cus cus.

°

Thanks also to : Alberico, Anna, Antonella, Barbara, Cesare, Christine, Edoardo, Fortunato, Giorgio, Leonard, Luisa, Maria Pia, Maria Rosa, Nicola.


A chi ho/si è dimenticato.

Correlated Links:
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-monacabastarda
ditato da: IlDitoArCulo alle ore dicembre 17, 2007 18:00 | Link | commenti (48)
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