prot
Utente: IlDitoArCulo
CheNoiaCheBarbaCheNoia...
Iniziative Ar Culo




archivio ar culo
diti ar culo
links ar culo
bottoni ar culo
  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder
counter ar culo
visitato *loading* volte

Foto Ar Culo
www.flickr.com
This is a Flickr badge showing public photos from archiviodellapatata. Make your own badge here.

Gemelli Ar Culo




Maialini Ar Culo

Il Dr.Psycho dice che sono una merda
Scopri cosa dice di te su http://psycho.asphalto.org/test/.

giovedì, 18 giugno 2009
PoP

.

Cioè; io c'avrei questo amico di vecchissima data, che da sempre scrive [bene] e canta [benino] le sue perfette, godibili e belline belline canzonette POP. Ogni volta che mi sottopone all'ascolto di una sua nuova creazione [e sono stato sottopostissimo decine e decine di volte] puntualmente mi meraviglio.

Poi mi incazzo.

E Tantissimo.

 

L'opera è  composta, mondata, tritata e infornata dallo stesso Bizzi.

Special Guests: la t-shirt che vien y che va, e la scopa tigrata ricevuta in dono un dì da una fata.

.

ditato da: IlDitoArCulo alle ore giugno 18, 2009 01:15 | Link | commenti (11)
dito/i:medio, pondulo, mignolo, illice, trillice, mellino
domenica, 07 giugno 2009

Ultimamente gli occhi lacrimano. Un po' è la polvere e un po' l'allegria. Cioè no, volevo scrivere allergia. Colpa pure di quei cazzo di fetùsi gelsomini sul balcone... [che ora macerando al sole, profumano di cimitero morto.]

Non voto... [e non me ne vanto.]

Fa semplicemente pendàn con il senso di inutilità[n]. [Che vièn e và(n).]

Ché poi ci sono ancora momenti belli, per cui vale la pena, cazzone che non sei altro [sto parlando con me].

Per cui vorrei  dire a coloro che ci sono: vi amo così tanto che mi vien da piangere... [ecco cosa cazzo è...]

artist: Joan As Police Woman - song: To Be Loved

ditato da: IlDitoArCulo alle ore giugno 07, 2009 08:00 | Link | commenti (37)
dito/i:indice, anulare, pollice, pondulo, mignolo, illice, trillice, mellino
venerdì, 22 maggio 2009
Quando tre anni fa Prodi approdò al comando del governo, sebbene con una vittoria di strettissima misura, una parte di me sognò scioccamente la fine del nano-incubo. Ciò nonostante il Professore non possedesse mezza unghia dell'appeal del suo predecessore; non era arcimiliardario e non sfoggiava un'enorme faccia da culo rifatta; solo una semplice faccia da mortadella al naturale. Inoltre nell'arte oratoria risultava troppo pacato, flemmatico, quasi sensato; in una parola noioso. Non raccontava aneddoti o barzellette da cabaret di quart'ordine durante i comizi, né si ingraziava pubblicamente le telegiornaliste.

Dovrei finirla qua, poiché ribadisco che il mio non è , né può essere un blog politico. Per carenza di interesse e di competenze. Prova ne sia che realmente mi illusi che mister mortadella potesse sovvertire il brutto andazzo intrapreso nei precedenti dodici anni. Nonostante autorevoli voci lamentassero l'ingovernabilita' del paese, io perseveravo nel mio ottimismo. Non trovandomi nelle possibilità materiali e morali di raccogliere il mio fagottino e fuggire altrove, il ventaglio era ridotto alla scelta tra questi e il suicidio.

Essere ottimista, dal mio punto di vista, mi è sempre convenuto. Forse così ho evitato frequenti gastriti, costanti sonni agitati o possibili tumori. E poi sono dell'idea che i calci nel culo si affrontino molto meglio senza un'ulcera perforata.

Il mio blog non tratta mai, se non in maniera superficiale di politica. Copiai e incollai una cosetta ai miei primordi di blogger, ma credo fu più per quell'ansia da e mo' che posto? che può colpire il neofita su piattaforma. A dirla tutta e con il massimo rispetto, non sono nemmeno un lettore di blog a tematica univocamente politica; li trovo di una noia mortale. Non mi fanno nemmeno incazzare; al massimo mi piegano i lati della bocca verso il basso e me la impastano con merda e fiele. Probabilmente mi farebbero anche venire le rughe. Poi non ne comprendo a fondo , forse sbagliando, l'utilità.
 
Ormai, saputo e risaputo quanto c'è da sapere, e scoperta l'inutilità dello spalare, ho imparato a nuotarci nella merda, nella speranza che arrivi un salvatore a tirare lo sciacquone. Confiderei in Di Pietro, ma voci di corridoio sostengono di avere visto anch'egli sguazzare. 
 
Dovessi detenere un blog politicizzato, mi sentirei in dovere di  essere ligio a troppi princìpi, in modo da portare avanti con coerenza le mie battaglie. Ovviamente mi fanno incazzare enormemente tutti quegli episodi e quei segnali di disciminazioni, in barba ad ogni normativa, che colpiscono categorie di individui come gli omosessuali, i precari, le donne, gli stranieri e via dicendo. Ma se prendo,  così a caso, quello dell'omosessualità devo dare ragione a costei, quando sostiene per esperienza diretta, che  l'azione più efficace contro i pregiudizi, sia quella di uscire allo scoperto partendo non dai margini, bensì dal centro; alias il  microcosmo dei propri affetti e delle conoscenze più strette.
 
Considerando che nella stragrande maggioranza dei nuclei familiari ci sia sempre almeno un culattone, pressoché chiunque sarebbe costretto  ad entrare in contatto diretto con una realtà che conosce solo attraverso ciò che, ad esempio, proferisce da una finestra, un tale cesso con un pessimo gusto nell'abbigliamento. 
 
Per quanto possa indignarmi ogni qualvolta sento declamare scomuniche e giudizi discriminatori, oppure avverto l'omertosa indifferenza da parte di chi ideologicamente dovrebbe schierarsi dalla mia parte, debbo riconoscere l'inutilità del mio essere il frocio cagasotto che sono; che resta immobile sul suo tappeto di cocci di scrupoli per la paura di tagliarsi.
 
Chiedo: per fare propria una qualsivoglia ideologia, non si dovrebbe aderire perfettamente ad ogni suo singolo principio, senza mai sgarrare? O forse essa unicamente serve a farci sentire dannatamente inadeguati,  a mostrarci contro il sistema e  anche fottutamente fighi? Perché  io di quelli che idrolatano apertamente il nano ne ho conosciuti ben pochi [mio babbo ex democristiano], e dinnanzi ad essi mi sono sempre chiesto, tra un pizzicotto e l'altro, se meritassero più ammirazione, che compassione o disprezzo. 
 
Ne conobbi uno in chat, anni fa: non solo ribadiva quanto il nano fosse per lui un modello, ma mi parlava con enfasi anche della sua militanza nell'azione cattolica, e della sua assoluta contrarietà all'uso di tutte le droghe, cannabis inclusa. A parte il sarcasmo che gli ho gettato addosso per buona parte della serata [ché tanto non capiva] trovai quasi doveroso premiarlo, ma non rammento, ahah, se più per il coraggio o per quel suo bel sederino. Concludemmo comunque il nostro incontro avvinghiati nella mia camera da letto, con un tizzone ancora fumante nel posacenere. Nessun imbarazzo da parte sua; addirittura insistette un po' per rivedermi.

Nel post precedente sottolineavo che mi sono spesso definito, eccedendo in leggerezza, un simpatizzante di sinistra, nonostante non poche contraddizioni nei miei pensieri e nel mio operato. Non mi riferisco esclusivamente allo sbuffare al lavavetri, al desiderare sul bus stracolmo, l'incenerimento istantaneo del vicino pakistano con l'ascella al curry, o del rumeno con la fiatella al salame putrefatto. Mi basta pensare a ciò che ho fatto e séguito a fare per il mio quieto sopravvivere su questo pulviscolo di atollo bagnato dall'oceano dello sterco.
 
Mi chiedo in quanti possano sostenere con fermezza di non essere mai contravvenuti ad un principio, perché ammetto che dubiterei della loro buona fede. Mi chiedo chi non abbia mai disatteso [o non disattenderebbe] una o più regole, per un proprio vantaggio, che sia un posto di lavoro per conoscenza, una casa con escamotage, o una fattura non pretesa dal dentista.
 
La cosa che riesce meglio a noi italiani è quella di farci i singoli cazzi nostri, a discapito di quelli altrui. Chissà dove andrà a finire la consapevolezza che il nostro comodo [o per ciò a cui ci sentiamo e crediamo costretti] danneggi l'intera comunità. L'ideologia nobile per eccellenza, che in tanti professiamo, non sarebbe piuttosto quella di salvaguardare sì la libertà e gli interessi individuali, ma senza mai ledere il prossimo? O ci basta indossare la maglietta del Che, come il crocifisso al collo? O ci scarica la coscienza partecipare a ogni manifestazione, o andare a messa ogni domenica?
 
L'unica ideologia corrente, che al momento pare essere fedele a se stessa, è quella che ci giunge dal basso [nonostante le zeppe]; l'ideologia del complotto.
ditato da: IlDitoArCulo alle ore maggio 22, 2009 21:45 | Link | commenti (34)
dito/i:medio, mellino
giovedì, 21 maggio 2009

Una mattina di qualche anno fa, caricai una cara amica sul motorino e la portai, a sua insaputa, in un bar nascosto in una stretta e corta viuzza  del centro, tra Piazza Venezia e Largo Argentina. Ricordo ancora nitidamente lo stupore e la meraviglia in cinemascope proiettati sui suoi grandi e bellissimi occhi. Il bar, un locale di circa quaranta metri quadrati, era un tripudio di bandiere rosse e di iconografie del Che, contornate da vecchie fotografie di Lenin, Togliatti e Berlinguer, più vecchi ritagli de L’Unità in cornici appese alle pareti, oppure riposte sugli scaffali.  Mentre sorseggiavamo il nostro cappuccino, lei, figlia di un ex ferroviere iscritto al partito, non cessava di ringraziare me con lo sguardo umettato dalla commozione, e di complimentarsi con il fricchettonissimo titolare del bar.

 

Oggi, sono combattuto tra la curiosità e il timore, a distanza di anni, di verificare se questo posto esista ancora. Specie considerando che è, o era, sito a poche centinaia di metri dalla residenza del caro odierno sindaco Alemanno.

 

Sono nato e cresciuto sotto l’ombra delle torri e dei rossi tetti di quella città che è stata per decenni la capitale del comunismo dell’Europa occidentale. La mia infanzia è colma di ricordi legati alle scorribande in bicicletta sotto i portici del centro e il Pavaglione, con i vèz fuori dai bar e dalle osterie che discutevano di politica animatamente e in dialetto, con una copia de L’Unità stesa tra le loro braccia aperte.

 

Rammento bene tutti vantaggi del vivere in una città con una forte impronta assistenzialista, che non possedeva eguali nelle altri grandi città italiane. La mia famiglia, nonostante l’estrazione socio-culturale medio bassa, godeva come tutte le altre dell’efficienza di una gestione differenziata dal resto del paese, per gran parte autonoma e piuttosto attenta alle esigenze del singolo cittadino. Partendo dal trasporto pubblico, ai fermenti e alle attività delle svariate associazioni culturali riservate a donne, giovani e anziani, arrivando a strutture ospedaliere all’avanguardia e all’assistenza sanitaria pressoché impeccabile, con visite e cure specialistiche di ogni tipo, del tutto gratuite e in tempi ragionevoli. La mia condizione di privilegiato balzava all’occhio specie nei frequenti periodi trascorsi a Roma, con i miei parenti che guardavano verso nord con molto rispetto e anche un po’ di invidia.

 

Nonostante risieda stabilmente nella capitale da oltre sedici anni, ancora accade spesso che mi senta chiedere, con tono quasi smarrito, i motivi di questa mia scelta. Chi mi conosce, anche solo attraverso il mio blog, sa che sono stato spinto fin qui da ragioni dettate esclusivamente dal cuore. In effetti il colossale divario tra le due città, o per meglio dire tra il paesone funzionale e la mastodontica città caotica, nonché il brusco e difficile approccio con i profondi divari culturali, mi crearono non rari momenti di crisi, e in più occasioni ho meditato il ritorno all'ovile. Poi, col tempo, ho cominciato ad apprezzarne sia il trambusto che quella parvenza di anarchia [compresi un po’ più tardi che trattavasi di semplice menefreghismo] che alleggeriva e  deresponsabilizzava quel soldatino in me, cresciuto nel dinamico e rigoroso centro nord.

 

Non mi sarei mai aspettato, nel corso di tutti questi anni, di vedere questa città di una bellezza ancora capace di sorprendermi e mozzarmi il fiato, perdere la sua identità di metropoli atipica e pigra, spesso cazzara, ma sommariamente generosa e benevola, per trasformarsi nell’attuale jungla dove regnano sovrani e indisturbati violenza, paura, denaro, arroganza e prevaricazione. Nel mentre anche la realtà della mia città natale è sostanzialmente tramutata, sebbene non in maniera così drammatica; cominciò anche lì un nemmeno troppo lento processo di adeguamento alla rivoluzione socioculturale in corso nel paese, inaugurato trionfalmente quindici anni fa  dal, purtroppo, ancora attuale presidente del consiglio.

 

Tra i primi segnali ricordo le contestazioni, seguite da azioni dimostrative, nei confronti dei cartelli segnaletici di un'importante strada della periferia sud: Viale Lenin. Polemiche mai morte, che in tempi recentissimi hanno portato ad analoghe iniziative.

 

Non tardò troppo ad arrivare  l’inesorabile smottamento di un elettorato tradizionalmente inossidabile, come quello che aveva sostenuto fedelmente per decenni la sinistra al governo della sua città. Avvene di pari passo con il processo di trasformazione autodistruttiva che investì l’ex PCI d.n. [dopo nano], per suggellarne il totale crollo con la clamorosa sconfitta elettorale alle comunali del 1999, quando per la prima volta nella storia, sulla poltrona di Palazzo D’Accursio si appoggiò il sedere di un rappresentante delle cosiddette forze della destra moderata.

 

Questo bel popò di post introduce il succo di un discorso che affronterò invece nei prossimi giorni. Devo specificare che non sono mai stato, né penso mai sarò, un appassionato di politica; di conseguenza nemmeno un profondo conoscitore di essa. Ho sempre ammiccato verso sinistra un po' per via dei sopracitati ricordi d’infanzia, un po' per l’affascinante e ricca ideologia ad essa legata. Ciò nonostante l’abbia mai approfondita e, debbo riconoscerlo,  nemmeno troppo messa in pratica [esempio: quando grugnisco contro i lavavetri]. Tuttavia, il decantarmi rosso e progressista, nonostante l’ignoranza di base e le mie tante contraddizioni, mi ha  sovente costretto a tenere a freno certi pensieri e correlati istinti barbari che, sebbene oggi non siano svaniti del tutto, riesco a gestire in maggior scioltezza.

 

In tal senso ho trovato illuminante il lungo e dettagliato articolo dello storico inglese Perry Anderson, pubblicato sul numero 793 dell’Internazionale, in cui analizza a fondo, con sguardo lucido e obbiettivo, oltre mezzo secolo di storia della nostra Italietta, attraverso gloria e decadenza del PCI. Articolo dal quale si evince chiaramente quale sia, da sempre, il peggiore vizio degli Italiani, me incluso s’intende.

 

Un vizio che agisce con perfetto sincronismo assieme ad altri, creando quella forza sinergica che sta portando all’ulteriore deriva questo paese. Non si tratta solo dell’assenza generalizzata del senso civico o della carenza di nobili ideologie, bensì la mera e bieca strumentalizzazione di queste ultime, a vantaggio delle proprie e personali finalità. Lampantemente a discapito dell’interesse di chicchessia; dal singolo individuo all’intera comunità. Un sistema ben radicato e solido, inossidabile. Lungo tutta la scala.

 

[continua]

ditato da: IlDitoArCulo alle ore maggio 21, 2009 02:30 | Link | commenti (22)
dito/i:indice, medio, mellino
lunedì, 11 maggio 2009

Molto alcol, tanta gente. Più polemiche che foto.

Al prossimo party ricchi clisteri di Abba, Carrà e Madonna per tutti... 'fanculo.

[Vi amo].

grazie alla ReginadelConato per il Jingle:

 

 

grazie a CurlyzTerron per avere pulito il cesso;

grazie a Mentesevera per non tollerare chi non mi ama;

grazie a Klitoridea per il sempre celebrato cus cus;

e grazie a (in ordine di apparizione, o quasi): MissExpatria, Jeremy, LaPitzi, Bruna, Giulia, Paciugo, Ugualeediverso, LaMammaBeppa, Uomo, MonacaBastarda, Maggie, Pofi, LunaFragola, IlPrincipedeiMeloni, LaBambina, Natoridendo, Sandro, Antonio, Fabrizio, Rossella, IlCricetoBallerino, LordCrespo, IlFevvy-o-Raimunda, Kårucöla, Brytta, Klappså, Gysspä, LaCalace, Pietro, Massimo e i suoi tre Moschettieri, LaKontessa.

Finally thanks to Lady Caca for the top moment on the dancefloor.

 

ditato da: IlDitoArCulo alle ore maggio 11, 2009 17:30 | Link | commenti (35)
dito/i:indice, pondulo, mignolo, illice, trillice, mellino
Wikio - Top dei blogs