Direttamente dal sito di Lunacicoria, traggo spunto per farmi incatenare e cagare un post sui cattivi e sui buoni ricordi. Potevo forse resistere ad un tuffo nella pissina della nostalgia? Nostalgia canaglia ché mi attanaglia? No, non potevo.
Pur avendo svariati ricordi poco piaciuevoli, solo uno non lo rivivrei manco sotto grave minacce, come sotto allettanti promesse. Talmente brutto che non è nemmeno degno di essere rievocato tra queste pagine. Inoltre, il nostalgico dito punta se stesso, solo sulle liete rimembranze. E sono anch'esse svariate, poffarbacco. Ma non pagherei nessun bonus per riviverli. Perchè la bellezza di essi risiede, ne sono certo, nella loro esclusiva unicità. Eccone una succinta, quanto eccezionale selezione.
OLANDA - ESTATE 1992
Divenni improvvisamente l'amante della, allora, Principessina del Conato, e partimmo clandestinamente alla volta della casa degli Orange, a bordo di una scalcinata station wagon, la mia, certi che così non avremmo dato nell'occhio. Alla fine visitammo più noi stessi medesimi, piuttosto che le bellezze artistiche e non del posto. I due cretini, tra copiosi e ripetuti amplessi, gettavano naso e macchina sottografica fuori dall'albergo giusto il tempo di rifocillarsi con spesse bistecche. Nonché per farsi ritrarre in mentirosi ed ingannevoli ritratti con alcune bellezze locali. Bellezze, poi. Qualsiasi bionda che avesse un accenno di tette, due possibilmente. Ma la prima regola era: bionde. Ebbene, il ricordo più magico ed inebriante è stato ritrovarsi con la suddetta carrett wagon in panne, nelle piatte campagne olandesi, in piena notte. Con la pioggia che batteva sui vetri. Uscimmo dall'auto, ubriachi di felicità, e ignudi come vermi restammo abbracciati e ridenti sotto la fitta pioggia. Finché non sentimmo, in lontananza, l' inquietante diffondersi di una musica, di una radio o di checazzonesapevamo, che ci fece cacare sotto come due passerotti cascati dal nido.
POZZE DI VITERBO - CAPODANNO 2002
Io e il mio partner di allora, affittammo un camper, e andammo ad aspettare il nuovo anno in un'area selvaggia alle porte del capoluogo della Tuscia. In realtà, la sera prima, ci parcheggiammo a fare l'amore tra le nobili dimore dell'Aventino, e solo quella successiva andammo ad immergerci in quel paesaggio così sospeso, suggestivo e lunare. Di fronte a noi le larghe vasche scavate nel roccioso terreno, colme di acqua calda sulfurea. Ci augurammo un nuovo anno insieme immersi nelle pozze, come due ombre su uno sfondo di luna. Con due cristalli ed una bottiglia di champagne. Unici gheis, tra coppie etero e intere e allegre famigliole del bergamasco. Di lì a pochi mesi, la storia finì. Ma sticazzi, direi... Sigh.
QUALCHE ESTATE FA - SPIAGGIA DI CAPOCOTTA
In maniera del tutto fortuita, la Regina e D'io, entrammo in contatto con una piccola, padana ed incantevole creatura di genere femminile con la quale cominciammo a condividere tutto. Vabbe'. Quasi tutto. La piccola ed incantevole creatura, scendeva su e giù per lo stivale, pur di trascorrere più tempo possibile con noi. Una cartomante, pare, le aveva predetto che il suo destino amoroso sarebbe stato legato ad una persona forestiera. Ignara delle tendenze e pendenze dei due individui, si torturava al pensiero di (in rigoroso dialetto padano-polesano) "sarà lu? ...o sarà elo?". Finchè la Regina, da sempre più coraggiosa ed orgogliosa dello scrivente, quel pomeriggio nella spiaggia più culandra del mondo, di fronte all'ostinata cecità della piccola, o forse impietosita dal di ella tormentoso dilemma, vuotò il sacco. Sciolti i dubbi, ci sciogliemmo tutti in lacrime. E non ci lasciammo mai più. Vabbe'... finchè non giunse un maledetto equadoregno (eccolo il forestiero, fottuta cartomante) del quale la piccola si innamorò perdutamente. E che riuscì a tenercela lontana via per qualche annetto. Ma oggi la piccola ed incantevole creatura è di nuovo tra noi. Alleluja.

Ma.
Pur avendo svariati ricordi poco piaciuevoli, solo uno non lo rivivrei manco sotto grave minacce, come sotto allettanti promesse. Talmente brutto che non è nemmeno degno di essere rievocato tra queste pagine. Inoltre, il nostalgico dito punta se stesso, solo sulle liete rimembranze. E sono anch'esse svariate, poffarbacco. Ma non pagherei nessun bonus per riviverli. Perchè la bellezza di essi risiede, ne sono certo, nella loro esclusiva unicità. Eccone una succinta, quanto eccezionale selezione.
OLANDA - ESTATE 1992
Divenni improvvisamente l'amante della, allora, Principessina del Conato, e partimmo clandestinamente alla volta della casa degli Orange, a bordo di una scalcinata station wagon, la mia, certi che così non avremmo dato nell'occhio. Alla fine visitammo più noi stessi medesimi, piuttosto che le bellezze artistiche e non del posto. I due cretini, tra copiosi e ripetuti amplessi, gettavano naso e macchina sottografica fuori dall'albergo giusto il tempo di rifocillarsi con spesse bistecche. Nonché per farsi ritrarre in mentirosi ed ingannevoli ritratti con alcune bellezze locali. Bellezze, poi. Qualsiasi bionda che avesse un accenno di tette, due possibilmente. Ma la prima regola era: bionde. Ebbene, il ricordo più magico ed inebriante è stato ritrovarsi con la suddetta carrett wagon in panne, nelle piatte campagne olandesi, in piena notte. Con la pioggia che batteva sui vetri. Uscimmo dall'auto, ubriachi di felicità, e ignudi come vermi restammo abbracciati e ridenti sotto la fitta pioggia. Finché non sentimmo, in lontananza, l' inquietante diffondersi di una musica, di una radio o di checazzonesapevamo, che ci fece cacare sotto come due passerotti cascati dal nido.
POZZE DI VITERBO - CAPODANNO 2002
Io e il mio partner di allora, affittammo un camper, e andammo ad aspettare il nuovo anno in un'area selvaggia alle porte del capoluogo della Tuscia. In realtà, la sera prima, ci parcheggiammo a fare l'amore tra le nobili dimore dell'Aventino, e solo quella successiva andammo ad immergerci in quel paesaggio così sospeso, suggestivo e lunare. Di fronte a noi le larghe vasche scavate nel roccioso terreno, colme di acqua calda sulfurea. Ci augurammo un nuovo anno insieme immersi nelle pozze, come due ombre su uno sfondo di luna. Con due cristalli ed una bottiglia di champagne. Unici gheis, tra coppie etero e intere e allegre famigliole del bergamasco. Di lì a pochi mesi, la storia finì. Ma sticazzi, direi... Sigh.
QUALCHE ESTATE FA - SPIAGGIA DI CAPOCOTTA
In maniera del tutto fortuita, la Regina e D'io, entrammo in contatto con una piccola, padana ed incantevole creatura di genere femminile con la quale cominciammo a condividere tutto. Vabbe'. Quasi tutto. La piccola ed incantevole creatura, scendeva su e giù per lo stivale, pur di trascorrere più tempo possibile con noi. Una cartomante, pare, le aveva predetto che il suo destino amoroso sarebbe stato legato ad una persona forestiera. Ignara delle tendenze e pendenze dei due individui, si torturava al pensiero di (in rigoroso dialetto padano-polesano) "sarà lu? ...o sarà elo?". Finchè la Regina, da sempre più coraggiosa ed orgogliosa dello scrivente, quel pomeriggio nella spiaggia più culandra del mondo, di fronte all'ostinata cecità della piccola, o forse impietosita dal di ella tormentoso dilemma, vuotò il sacco. Sciolti i dubbi, ci sciogliemmo tutti in lacrime. E non ci lasciammo mai più. Vabbe'... finchè non giunse un maledetto equadoregno (eccolo il forestiero, fottuta cartomante) del quale la piccola si innamorò perdutamente. E che riuscì a tenercela lontana via per qualche annetto. Ma oggi la piccola ed incantevole creatura è di nuovo tra noi. Alleluja.

La maledizione, cioè la catena, passa a Deirdrelastrega, Paciugo, Bassotuba75 e basta. Perchè la sfiga, cioè il regno dei cièlli, è per pochi.












