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mercoledì, 08 luglio 2009

Non è  la pubblicità del detersivo per i piatti, ma il capolinea di questo blog.

Preciso subito che la mia decisione non è sofferta, ma piuttosto ponderata; già da qualche tempo mi ponevo domande circa la voglia di proseguire con il mio blogghetto, nato quasi quattro anni fa per caso e per noia, e che con il tempo ha acquisito una insospettata importanza, oltre ad assumere la funzione di un passatempo piacevole.

Ricordo quanto all'epoca fossi al pieno culmine di un ciclo esistenziale che definire desolante suona patetico persino a me, ma davvero fatico a trovare altri aggettivi per definire il mood legato a quel periodo.

Il blog ha rappresentato l'ideale sfogo per  ciò che sarebbe altrimenti  rimasto compresso e inespresso; fossilizzato ed infognato sulle tante questioni e vicende [prettamente sentimentali] che mi hanno di fatto reso inagibile ed invisibile l'alternativa di altre possibili prospettive.

In tal senso il blog è stato terapeutico quanto [o forse più?] di tante costose sedute di psicoterapia, senza dimenticare il suo avere risvegliato in me l'antica e mai coltivata passione per la scrittura. Passione che naturalmente proseguirà attraverso gli stessi canali [spazi e modalità saranno resi noti a chi interessato], sebbene con intenzioni e scopi diversi da quelle di questa sorta di blog sudiario.

Oggi sono giunto a un punto di saturazione tale da non nutrire più desiderio alcuno di rovesciarmi, tipo betoneria, su queste pagine. In questi anni ho assecondato in toto l'esigenza di farlo, al punto di autoprocurarmi il fastidio di scoprirmi tanto schiavo di necessità così forti e incontrollabili, dettate da spesso ingiustificabili insicurezze e frustrazioni accumulate nel tempo. Posso però affermare con certezza che nel melmoso 2005 non possedevo aspettativa alcuna, né avrei mai previsto un cambiamento di prospettive tale da farmi finalmente tagliare tutti quei rami secchi a cui ero testardamente aggrappato.
.
Senza il miele di inutili e cerimoniosi riferimenti [ché tanto le persone a cui mi riferisco sanno] voglio sottolineare quanto sia stata fondamentale la partecipazione delle, la condivisione con le persone che mi sono accanto da sempre, o comunque da prima della nascita di questo blog. E anche l'enorme privilegio dell'incontro con coloro di cui ignoravo l'esistenza, e che difficilmente avrei incrociato fuori da questo spazio virtuale. Con alcune di esse ho avuto modo di stabilire rapporti che nel frettoloso quotidiano fuori rete sarebbe difficilissimo creare; questa è stata la sorpresa più inaspettata e gradita che potessi ricevere grazie a questa piattaforma a cui, per quanto mi abbia fatto smadonnare, debbo rendere merito.
 .
Non mi resta che estrarre il dito, sperando che finalmente trovi il meritato sollievo libero dal volgar pertugio. Chissà che magari non arrivi a toccare anche un po' di cielo...
[uh, che patetico... giuro che non l'ho rubata né a Moccia né alla Tamaro.]

artist: Audible - song: Uppers & Downers

ditato da: IlDitoArCulo alle ore luglio 08, 2009 19:20 | Link | commenti (49)
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lunedì, 06 luglio 2009

Per scrivere  dovrei avere qualcosa da scrivere. O dovrei non avere nulla da scrivere, pensando comunque di scrivere qualcosa. Ma le dita dopo qualche riga si fermano e uno di esse [che casino l'itagliano] va giù di backspace fino a capo pagina.

In sostanza sono un po' tramortito dalla confusione che mi crea avere meno confusione in testa. O forse è tutta la confusione che ho in casa che mi tramortisce. Oggi potrei approfittarne per mettere in ordine, e riaprire la mia ridente grotta agli ospiti, invece zuzzurellono per il quartiere e sudo. La fronte imperlata, gli abiti che mi si appicciccano addosso. Ma me ne fotto di tutto e mi fotto di tutto. 

Fottere distrae. E rilassa. E io, per sopportare questa cappa del cazzo, devo essere davvero tanto rilassato.

Giusto i piedi [che piedanti] invocano degli [delle?] infradito. Gliele [glieli] ho promesse. Vado.

ditato da: IlDitoArCulo alle ore luglio 06, 2009 11:50 | Link | commenti (15)
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