Ultimamente mi sono posto degli interrogativi circa il mio grado di sensibilità e partecipazione al dolore altrui. Il terremoto de L’Aquila, ad esempio, mi ha certamente colpito con un senso di incredula impotenza. Il dubbio nasce più che altro nella mia incapacità di partecipazione al dolore che una tragedia del genere provoca. Le foto le ho viste e i filmati pure; non possono certo lasciarmi indifferente, ma la mia esistenza alla fine scorre senza che nulla di tutto ciò mi intacchi minimamente. Comprendo che i miei problemi non possano interessare e ritenuti importanti quanto una splendida città e un'intera popolazione devastate, ma nel mio piccolo mondo e per il mio piccolo io [che però mangia e si sente grasso come un maiale] avviene che un brufolo sul mio culo mi provochi più dolore [e interesse]. Ammiro, in tal senso, coloro che attivamente si mobilitano per esprimere nel loro piccolo, il più concreto e materiale senso di solidarietà.
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Io invece, lo ammetto, non ho versato un euro, né ceduto alcunché di utile [e magari inutilizzato] potessi offrire. In fondo penso che questo Stato di merda in cui vivo, la dovrebbe piantare una volta per tutte di fare leva su buonismo e pietismo, sollevandosi così, in parte, dai propri doveri di sostegno ed assistenzialismo per i propri cittadini. In tal senso concordo con quanto venuto a conoscenza tramite la mail inviatami da una cara amica, nella quale mi riportava l’editoriale di Giacomo di Girolamo. Costui espone e spiega in maniera molto incisiva e chiara le ragioni della sua scelta di non versare un solo centesimo per la nobile causa dell’emergenza Abruzzo.
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Sarei però ipocrita e meschino se sposassi in toto tali motivazioni, passandole per mie e divincolandomi dal peso di scelte apparentemente poco nobili. Nemmeno mi appello alla mia condizione lavorativa o a quel simbolino [che non è il +] che precede la cifra del totale del mio estratto conto. E neppure lo schifo provato di fronte a una circolare affissa sulla bacheca dell'azienda per cui lavoro, che invitava tutti i dipendenti [anche gli interinali, veniva specificato, e in vista delle festività pasquali, veniva aggiunto] a una donazione per le vittime del terremoto, consistente in un'ora della propria ricca retribuzione.
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Il preambolo iniziale nasce dal senso di completa impassibilità che scaturisce dalle questioni che mi dovrebbero toccare più da vicino. Come quella di un padre che si sta lentamente, ma implacabilmente congedando dal mondo. Che magari qualcuno a me molto vicino si preoccupa di quanto mi stia accadendo o possa succedermi; questo qualcuno potrebbe denotare un vigoroso self control, oppure eccezionali capacità di gestione della propria emotività. Magari si preoccupa che in realtà io stia soffrendo, e che comprima chissà dove la voglia di sfogarmi, magari piangendo o urlando. Ma non è così.
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Chi mi sta vicino deve sapere che non mi negherei mai possibilità come queste. Resto impassibile perché tale mi sento. Lontando dal compiacermene, le mie emozioni e i miei sentimenti seguono un ciclo riproduttivo rigoroso. Non sono erbacce. Non generano dal nulla.







In questo momento la moglie è seduta sul muretto del balcone e canta insieme a
Il giorno temuto è ormai alle porte, ma meglio non arrovellarcisi sopra e pensare piuttosto a come trascorrere quest´ultimo trancio di vita berlinese. In questa ultima giornata il cielo si è confermato blu, e la temperatura alzata ulteriormente. Oggi ascelle pezzate per tutti.
Ho perso un po' di tempo a fotografare le statue della fontana del Nettuno alle spalle della piazza, davanti alla
Decido poi di addentrarmi ulteriormente nella parte ovest, e raggiungo
Ancora una giornata di sole, e temperatura decisamente piacevole. Svariati berlinesi sfilano sulla
L´amico poi, ha raccontato di una votazione che a breve interesserà i cittadini tedeschi, circa una proposta di legge che prevede l´inserimento nelle scuole dell´obbligo dell´ora di religione. Oltre ad essere contestata pressoché da tutti gli schieramenti e comunità, tranne i -parole dell´amico crucco- democristiani [ma va?], è stata proposta l´alternativa dell´insegnamento di teologia e storia dell´etica. Il mio pensiero corre v ad un paese di cui mi sfugge il nome, dove fanno un gran can can su questioni come il crocifisso nella aule di scuola.