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Il Dr.Psycho dice che sono una merda
Scopri cosa dice di te su http://psycho.asphalto.org/test/.

mercoledì, 22 aprile 2009

Ultimamente mi sono posto degli interrogativi circa il mio grado di sensibilità e partecipazione al dolore altrui. Il terremoto de L’Aquila, ad esempio, mi ha certamente colpito con un senso di incredula impotenza. Il dubbio nasce più che altro nella mia incapacità di partecipazione al dolore che una tragedia del genere provoca. Le foto le ho viste e i filmati pure; non possono certo lasciarmi indifferente, ma la mia esistenza alla fine scorre senza che nulla di tutto ciò mi intacchi minimamente. Comprendo che i miei problemi non possano interessare e ritenuti importanti quanto una splendida città e un'intera popolazione devastate, ma nel mio piccolo mondo e per il mio piccolo io [che però mangia e si sente grasso come un maiale] avviene che un brufolo sul mio culo mi provochi più dolore [e interesse].  Ammiro, in tal senso, coloro che attivamente si mobilitano per esprimere nel loro piccolo, il più concreto e materiale senso di solidarietà.

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Io invece, lo ammetto, non ho versato un euro, né ceduto alcunché di utile [e magari inutilizzato] potessi offrire. In fondo penso che questo Stato di merda in cui vivo, la dovrebbe piantare una volta per tutte di fare leva su buonismo e pietismo, sollevandosi così, in parte, dai propri doveri di sostegno ed assistenzialismo per i propri cittadini. In tal senso concordo con quanto venuto a conoscenza tramite la mail inviatami da una cara amica, nella quale mi riportava l’editoriale di Giacomo di Girolamo. Costui espone e spiega in maniera molto incisiva e chiara le ragioni della sua scelta di non versare un solo centesimo per la nobile causa dell’emergenza Abruzzo. 

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Sarei però ipocrita e meschino se sposassi in toto tali motivazioni, passandole per mie e divincolandomi dal peso di scelte  apparentemente poco nobili. Nemmeno mi appello alla mia condizione lavorativa o a quel simbolino [che non è il +] che precede la cifra del totale del mio estratto conto. E neppure lo schifo provato di fronte a una circolare affissa sulla bacheca dell'azienda per cui lavoro, che invitava tutti i dipendenti [anche gli interinali, veniva specificato, e in vista delle festività pasquali, veniva aggiunto] a una donazione per le vittime del terremoto, consistente in un'ora della propria ricca retribuzione.

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Il preambolo iniziale nasce dal senso di completa impassibilità che scaturisce dalle questioni che mi dovrebbero toccare più da vicino. Come quella di un padre che si sta lentamente, ma implacabilmente congedando dal mondo. Che magari qualcuno a me molto vicino si preoccupa di quanto mi stia accadendo o possa succedermi; questo qualcuno potrebbe denotare un vigoroso self control, oppure eccezionali capacità di gestione della propria emotività. Magari si preoccupa che in realtà io stia soffrendo, e che comprima chissà dove la voglia di sfogarmi, magari piangendo o urlando. Ma non è così.

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Chi mi sta vicino deve sapere che non mi negherei mai possibilità come queste. Resto impassibile perché tale mi sento. Lontando dal compiacermene, le mie emozioni e i miei sentimenti seguono un ciclo riproduttivo rigoroso. Non sono erbacce. Non generano dal nulla.

ditato da: IlDitoArCulo alle ore aprile 22, 2009 23:11 | Link | commenti (20)
dito/i:indice, medio
mercoledì, 15 aprile 2009

 

 

ditato da: IlDitoArCulo alle ore aprile 15, 2009 00:30 | Link | commenti (23)
dito/i:pondulo, mignolo, illice, trillice, mellino
domenica, 12 aprile 2009
La scorsa notte mi sono coricato poco dopo l'una, con mezzo uovo [regalatomi dalla moglie, con all'interno un magnete di X-Man] nella panza e un airbag sul labbro inferiore.

In questo momento la moglie è seduta sul muretto del balcone e canta insieme a Laurina Collina. E io sono qui a riflettere sul fatto che mezzo uovo di coccolato al latte nella panza prima di coricarsi genera non solo airbags, ma anche sogni inquietanti. Come quello di incontrare una cantante che si chiama Carlotta che anni fa cantava una canzoncina intitolata Frena [da me e da una certa persona ribattezzata in mezzo nanosecondo Fregna] e farmi rifilare da ella stessa un suo introvabile singolo per l'astronomica cifra di due euro.

Segue la partenza con la Regina per un'isola delle Robotics [arcipelago a nord della Danimarca, 'gnoranti] fin quando, dopo il check-in [curato dalla stessa Carlotta] non veniamo fermati da una suora che ci informa che un detective desidera parlare con la Regina. La suora mi invita ad attendere ed io resto appeso come una gruccia vuota. Saprò poi che la Regina è indagata per detenzione di sostanze stupefacenti. La Regina giustifica l'incidente con la presenza, all'interno del suo bagaglio, della portentosa marmellata di albicocche di suo padre: il famoso Nonno Papera.

Insomma, buonapasquafanculo a tutti, la crisi mistico-esistenziale prosegue, e non mangiate troppa cioccolata. Ma soprattutto se dentro l'uovo trovate un magnete, mettetelo sulla porta del frigorifero, magari.
ditato da: IlDitoArCulo alle ore aprile 12, 2009 12:12 | Link | commenti (9)
dito/i:indice
venerdì, 03 aprile 2009
Il giorno temuto  è ormai alle porte, ma meglio non arrovellarcisi sopra e pensare piuttosto a come trascorrere quest´ultimo trancio di vita berlinese. In questa ultima giornata il cielo si è confermato blu, e la temperatura alzata ulteriormente. Oggi ascelle pezzate per tutti.

Non sono il turista che ama visitare i monumenti, i musei e attraverso essi ripercorrere la storia della città dove mi trovo. Preferisco cercare di immergermi il più possibile nel quotidiano, fatto di gesti, usanze e abitudini. A Berlino, come a Madrid lo posso fare poiché conosco qualcuno che ci vive.

Oggi, tuttavia, ho deciso di fare un po' il giapponese, e forte delle nove ore di sonno rigenerante godute la notte precedente, mi sono avventurato in un lungo itinerario, partendo da Alexander Platz.

Ho perso un po' di tempo a fotografare le statue della fontana del Nettuno alle spalle della piazza, davanti alla Marienkirche, in direzione del [bruttarello, pesante] Duomo e della celeberrima Unter den Linden, che tradotta in italiano, Viale dei Tigli, pare una strada di Centocelle. A lato lo scatto migliore. È bellissima, lo so.

Giunto alla Porta di Brandeburgo, oso sfidare la mia proverbiale ritrosia alle code e salgo fin sopra l'avveniristica cupola del Reichstag. Ne varrà la pena. Panorama su tutta la città [e le sue numerose gru] e un tiepido venticello che mi accarezza il viso. E mi asciuga le ascelle. La foto della bandiera a inizio post l'ho scattata lì.

Decido poi di addentrarmi ulteriormente nella parte ovest, e raggiungo Potsdamer Platz attraversando il suggestivo, romantico e molto malinconico Tiergarten. Lì vengo catturato dalla ricca presenza sul manto erboso, di fiorellini color blu alieno. Durante la passeggiata nel verdeblu, mi interrogo circa gli alberi alti alti che mi circondano; se possano essere pioppi. Avrei dovuto studiare botanica. Con una t.

Rapida incursione al Sony [yaawn] Center, poi raggiungo il cuore commerciale dell'opulento ovest, il cui fulcro è l'anonima Kurfürstendamm. Lì mi siedo nella Breitscheidplatz e trangugiando un bel würstelone al curry e goduriose pommes frites, mi godo lo spettacolo di un gruppo di skaters & breakers, molto assortiti per età ed etnia.

Vorrei andare verso lo zoo, ma tanto lo so Christiane F. non c'è. Inoltre mi manca troppo l'est. In particolar modo sono incuriosito dallo storico aeroporto centrale di Tempelhof, di cui avevo letto le polemiche circa la sua possibile chiusura. Possibilissima, purtroppo. Lo trovo solo, abbandonato e desolato, circondato dal nulla di parcheggi vuoti e semioccultato da un giardino pubblico tra i più tristi ch'io abbia mai visto.

Peccato davvero. A saperlo avrei ripetuto l'esperienza stupenda della sauna pubblica. Se non altro stasera andrò finalmente alla Weinerei, più volta menzionata dalla monaca.

E domani, a quest'ora, sarò già a lavoro.

Scheiße.
ditato da: IlDitoArCulo alle ore aprile 03, 2009 20:00 | Link | commenti (11)
dito/i:
giovedì, 02 aprile 2009
Ancora una giornata di sole, e temperatura decisamente piacevole. Svariati berlinesi sfilano sulla Frankfurter Alle come i romani a luglio sul lungomare di Ostia. Io azzardo una t-shirt a maniche corte sotto la giacca invernale indossata aperta. È un trionfo di colore. I colori più sgargianti delle facciate di diversi edifici mi ubriacano la vista.  Fotografo di tutto. Da un albero in preparazione per la primavera, ma ancora spoglio con appesi decine di fogli multicolore stampati in caratteri arabi, al negozio della Tupperware.

Apprezzo in particolar modo i bei graffiti che abbelliscono ed  impreziosiscono alcuni edifici anonimi. Ma i proprietari, in alcuni casi non sembrano essere d´accordo.

Ieri sera la monaca ha preparato una cena a base di spaghetti con le cozze e vinello bianco. Seguita da un rapido tour in automobile fino alla parte ovest, per un drink. Durante il tragitto brevi accenni di storia della monaca sulla cittá, circa gli edifici , le piazze e i monumenti sul percorso.

L´amico poi, ha raccontato di una votazione che a breve interesserà i cittadini tedeschi, circa una proposta di legge che prevede l´inserimento nelle scuole dell´obbligo dell´ora di religione. Oltre ad essere contestata pressoché da tutti gli schieramenti e comunità, tranne i -parole dell´amico crucco- democristiani [ma va?], è stata proposta l´alternativa dell´insegnamento di teologia e storia dell´etica. Il mio pensiero corre v ad un paese di cui mi sfugge il nome, dove fanno un gran can can su questioni come il crocifisso nella aule di scuola.

Comunque salutato l´amico della monaca, ci si dirige in un locale di socializzazione homosexuelle, dove -cazzo che sfiga- c´è la serata del paghi uno e bevi due. La birra qui costa quasi davvero meno dell´acqua, e i prezzi dei cocktail sono comunque piuttosto accessibili. Quindi insomma. S´è capito. Alla fine socializzo fino all´alba con un simpatico e grazioso ragazzo greco che però non ha nulla di ellenico.

Per rientrare a casa tento con successo l´ennesima interpretazione della complessa rete dei trasporti e mi godo il metodico e sincronizzato risveglio della città. I primi treni della U-bahn, i primi occhi [di crucco e di turco] stropicciati del mattino, la commessa della bakerie che si scusa perché non parla inglese e il  corpulento cubano di colore che mentre ordino il mio caffè mi sferra una vigorosa pacca sulla spalla e ridendo mi urla in itagnolo o in spagniliano l´associazione italia = mafia.

Oggi in sostanza non ho fatto ein cazz. Non ho nemmeno dormito. Giusto cucinato per me e la monaca un minestrone anti-tappo, e bighellonato tra negozi e centri commerciali. Stasera abbracceró presto una henne.

Tchüsssssss.
ditato da: IlDitoArCulo alle ore aprile 02, 2009 20:02 | Link | commenti (4)
dito/i:indice, pondulo, illice, trillice
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