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Il Dr.Psycho dice che sono una merda
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lunedì, 29 dicembre 2008
Natale è: tenerezza per il passato, coraggio per il presente, speranza per il futuro. Auguri! 

Inizialmente sorrido per cotanta banalità, ma poi, ricordo che il mittente è lo stesso di un altro sms arrivatomi qualche giorno prima, in occasione del mio compleanno;

...finiti gli enta cominciano gli anta! Mi raccomando Fratello, tanto non cambia nulla, quindi resta lo spirito libero che sei! Auguri, your Big Brother

e penso che in fondo non è poi malaccio; ben strutturato, con una sua logica e arricchito di un ottimismo ingenuo e  lieve, che ho deciso di riciclarlo all'intera rubrica del mio cellulare. Tanto con questa promozione che mi ha regalato il gestore telefonico, gli sms non li pago per tutto il mese.


Natale per me continua ad essere il martirio dell'animaccia mia. Non c'è niente da fare. Posso fingere, come ho fatto in passato, di surfare splendido sulla sbrilluccicosa onda di ghirlande, luminarie e shopping sfrenato fino al dissanguamento della tredicesima, [che quest'anno non ho percepito, ché la fottuta agenzia interinale che mi concede l'onore  e il lusso di un impiego, me la destinerà solo a fine rapporto] ma poi finisco sotto traccia nell'osservare quel dileguarsi del tutto nella spazzatura insieme a carte stracce, nastri e coccarde, come in un rapido falò. Uno svuotamento assurdo e totale simile ad un post coitum con qualcuno che alla luce del giorno non conosci più.

Posso tentare di convincere me stesso che io ah, del Natale me ne fotto, ma poi qualcosa [mi pare si chiami famigghia] mi vede costretto ad affrontare mio malgrado l'imbuto ansiogeno di treni affollati da persone, cose e corse frenetiche, e il risultato rischia di essere addirittura peggiore: un triste post coitum da rapporto coercitivo. Suonerà un tantinello eccessivo, ma spesso ambirei alla rottamazione di questo stupido e debole cuore e alla sostituzione con un possente e inscalfibile macigno.

Ogni anno, a Natale, assisto ai soliti rituali delle persone di sempre, differenti per via di una dozzina di mesi in più da reportizzare attraverso l'application form di sempre [salute, lavoro, denaro e cazzideglialtri...] e il censimento dei capelli bianchi e dei denti marci. Più il reclutamento di nuovi solchi sulla mappa stampata sulla faccia. Su facce gonfie e stordite dai trigliceridi impazziti. Ogni anno mi viene da piangere e penso che se il Natale serve a ricordare tutto questo, se ne andasse a fare in culo. Il Natale.

Ora però, e per quest'anno è finalmente finita. Per un po' sono a posto. Continuerò nell'ardua opera di disintossicamento da malinconie e nostalgie varie e fingerò che il Natale non esista fino al fatidico giorno dell'imbutamento.

La nostalgia può essere una trappola per topi. Ultimamente, invece, mi riesce di soffermarmi sul passato con la giusta dose di distacco. Persino su tutto ciò che ho perduto, o per incuria o per distrazione. Basta saperlo rielaborare e reinventare. Con l'accorgimento di ingredienti nuovi e condimenti diversi.


Listen.


p.s.: ... e in tutto questo, che culo che ho [anche] LORO.
ditato da: IlDitoArCulo alle ore dicembre 29, 2008 19:09 | Link | commenti (12)
dito/i:indice, medio, mellino
sabato, 20 dicembre 2008
Mandrion's Party 2008

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thanx to: LaMoglie e LaMante per la collaborazione, LaMonaca + LaBambina per la demenza, LaMamma + LaKlito per... gli effetti speciali, LaUappi per i uappies,  LaRegina + IlPrincipe + LaKontessa + ancora LaKlito per la gastronomia, LaNato per les mignonnes et les mignottes e all the others per i... vetri ricolmi.
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Avevo in testa da tempo l'idea di realizzare questo video utilizzando un programmino molto figo, ma purtroppo sul pc al lavoro [ste cazzo di limitazioni] non ho potuto installarlo. La canzoncella che accompagna le immagini dell'evento dell'anno [al Mandrione, s'intende... ma forse anche no] ben si prestava a essere trasformata in un fumetto surreale, come del resto surreali sono stati i partecipanti stessi e un po' tutta la serata. Ero talmente preoccupato di realizzare un party degno di essere chiamato tale, [specie dopo il clamoroso successo della passata edizione] che sono rimasto tutto il tempo a chiedermi se qualcuno si stesse divertendo. Scorrendo il ricco assortimento fotografico direi di sì. E considerando che diversi avventori hanno sfanculato verso l'alba, posso aggiungere persino yesss. Con tre s. Ma tornando alla canzoncella, visto che a mio modesto avviso ha un testo sciocco almeno quanto pregno, e che in tanti dovremmo almeno tentare di fare un po' nostro, lo incollo qua sotto. E' tutto.
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LUSH feat. Jarvis Cocker - Ciao!

(Miki Berenyi)

Together:
I've been so happy since I walked away
I never thought that I could
Feel as great as I do today
'Cause you were nothing but a big mistake
And life is wonderful, now that I'm rid of you

Jarvis:
Oh I must've been crazy to have stayed with you
I can't believe I thought I was in love with you
But now the scales have fallen I can really see
And I say go to hell, 'cause that's where you took me

Miki:
Well, I've felt better since I slammed that door
You always cramped my style, I never noticed before
It's been a non-stop party since I flew the coop
I can't believe I fell for such a loser like you

Jarvis:
And is it any wonder that I felt so blue
When I was always having to put up with you

Miki:
Oh, here we go again, just lay the blame on me
Don't say another word, 'cause sweetheart, you're history

[Jarvis:]
[I bet you're loving every minute of it]
[Sitting in yer kitchen eating meagre meals with the curtains closed]
[While in your bed sit m... t.. b..]
[I don't give a damn anyway]

Miki:
I know that you miss me really, bet you wish that you still had me
You'll never find someone like me but I've got no regrets at all

Jarvis:
'Cause I've met this girl and she's so good to me
She's really beautiful, fantastic company
Oh, when I'm with her I realise what love can be
'Cause she's fifty times the person you will ever be

Miki:
Good luck, mister, do you think I care?
Since you've been gone the offers have been everywhere
I've got a million guys just lining up for me
I've turned a corner, boy, my life is ecstasy

Together:
Well, I've been in heaven since I walked away
I never thought that I could feel as great as I do today
'Cause you were nothing but a waste of space
And life is wonderful, now that I'm over you 

 

ditato da: IlDitoArCulo alle ore dicembre 20, 2008 06:32 | Link | commenti (21)
dito/i:indice, anulare, alluce, pondulo, mignolo, illice, trillice, mellino
giovedì, 18 dicembre 2008
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Non ricordo praticamente un cazzo... ma le foto sono belle assai.
[grazie a Dridri, Moglie & Uappi per il prezioso contributo]
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ditato da: IlDitoArCulo alle ore dicembre 18, 2008 11:25 | Link | commenti (10)
dito/i:indice, pondulo, mignolo, illice, trillice
sabato, 13 dicembre 2008
Sarà per la luna piena di ieri, sarà che sono sotto pressione per stasera, che sono attualmente al lavoro, nonostante tremiliardi di persone e cose che si incroceranno nel volgere di poche ore non appena uscito da qui, ma oggi sono insofferente verso qualsiasi cosa mi passi per la cabeza. O meglio: il cervello è trafitto da pensieri sgradevoli, da situazioni puzzose e persone inutili o fastidiose come i calzini bucati  che oggi indosso. E che mi stanno pesantemente sui coglioni. Senza che abbiano fatto chissà che:

i formali: coloro che, piuttosto cadesse il mondo, sono carini e gentili con tutti, in formato prestampato, come un modulo a cui cambi il nome, la data e il sesso ed è sempre perfetto. In realtà  è ovvio che non ti si caghino manco di striscio, e quello non è il problema [tzé]. Il brigoso dilemma nasce dal fatto che costoro, sia natale, pasqua,  ferragosto, san valentino o addirittura il tuo onomastico, ti mandino persino i loro, formalissimi e squisitissimi auguri, via sms  standard precotti: di quelli che li tiri fuori dal congelatore e li sbatti nel microonde nel momento del bisogno e, nella testoluccia di essi, fanno sempre la loro porca figura. E ancora; accadesse che ti scontri del tutto casualmente sul loro cammino, eccoli solerti e vibranti di una passione genuina come il ragù della barilla, paventare nei tuoi riguardi un interesse vivo e complimentoso che sfocia inevitabilmente in [press random]: a)un invito a pranzo, b)a un'uscita c)un viaggio insieme in una capitale europea. Niente di tutto ciò -sticazzi- si avvererà mai;

gli impiccioni: quelli stupidi però. Perché io pure sono impiccione, ma so come sbirciare sul monitor del collega vicino per verificare se, per esempio e chissà, naviga sui siti porno. Questo qua alla mia sinistra, con gli occhi sulle tempie, invece no. Leggi pure, minchione;


i domanisti: quelli che vedono il domani come un giorno diverso, sempre migliore rispetto a quello di oggi. Migliore per cosa? Migliore per tutto, ovvio. Perché? Innanzitutto perché non è oggi, e quindi puoi decidere che domani, ad esempio, non riposerai, perché il domani non è per riposarsi; non è per il fancazzismo. Soprattutto non sia mai che sia il domani fatto per fermarsi e dirsi, ad esempio: oh, come sono stato bravo ieri: tutto è stato ben fatto. giusto una rifinitura lì, un'aggiustatina là, un sonnellìn, tanta plìn plìn, firulì firulà et voilà. Da sottolineare poi, come il domani, per un domanista d.o.c. vero, sia composto di ore 24, né una più né una meno dello oggi e o dello ieri, ma in formato zip. Quindi il domanista riesce di pensare che unzippando 'ste ore potrà, sempre ad esempio e all'interno delle esse stesse: alzarsi relativamente presto e andare al lavoro, andare a pranzo da zzìa [e diggerirlo], indi ritirare le camicie in lavanderia, prendere un caffè con Adalberto e Tullio Maria, fare due bracciate nel Tevere, iscriversi al corso di rumba e salsa [troppo tempo che rimandi, rimandi e rimandi], fare un po' di cicoria sull' Appia Antica e poi, via, dritti a casa per una doccia e organizzare un vernissage per la sera stessa, con i quadri da fare mentre mantechi il risotto e impani le fettine per tre amici che hai per cena. Fortuna che dipingo coi piedi.

[Mannaggiammè, mannaggia.]
Musica allegra, va'.


artist: Kid Creole & the Coconuts - song: My Male Curiosity

ditato da: IlDitoArCulo alle ore dicembre 13, 2008 12:50 | Link | commenti (15)
dito/i:indice, medio
mercoledì, 03 dicembre 2008
Conobbi Alberto un sera di almeno tredici anni fa, in uno storico locale gaio della capitale. In realtà mi avvicinò solo una volta uscito dal locale. Somigliava un po' a Terence Hill, e  aveva anche all'incirca la sua stessa età. Mi adulò e corteggiò inutilmente per qualche tempo, poi diventammo amici. Fui suo ospite un paio di volte nelle sua lussureggiante tenuta in Umbria, e ricordo di aver sguazzato in una piscina incastonata tra le verdi colline umbre, con una marea di suoi amici di cui non ricordo nemmeno i volti. Poi, dopo meno di un anno, abbiamo disperso ogni traccia, non cercandoci più.

Ora sono seduto sulla tazza del cesso e costui sopraggiunge porgendomi una grossa compressa. Prendi, sono vitamine, mi dice. Porgo la mano con i riflessi tipici di un bradipo in overdose e la compressa scivola, non so come, tra le mie gambe, sotto il mio culo e dentro la tazza, che comincia a friggere di effervescenza. -Ops... scusa. -Tieni, eccone un'altra. Do un'occhiata al tubetto e gli chiedo se le abbia acquistate in farmacia. Certo, ribatte. Che pirla, penso; io al discount le pago un decimo. Non saranno la stessa cosa, ma l'effetto placebo lo si trova anche a buon mercato. E poi io non posseggo una piscina. Pensandoci bene nemmeno una casa.


Mi reco in farmacia verso l'orario di chiusura, e trovo al bancone una classica signorotta dall'aria bene con il piglio tipico dei commercianti di droghe legali. Da prendere a schiaffi in faccia. Mentre mi svuoto le tasche alla ricerca di qualche moneta, appoggio sul bancone due confezioni di tavor. Una aperta e una ancora intonsa e avvolta nella tipica carta stampata in verde. La tipa le osserva e mi dice: dovrebbe rendermi la confezione intatta. -Perché? -Al momento siamo sprovvisti di questo farmaco, e per legge lei adesso me lo deve consegnare. Chiaramente glielo rifondiamo.

Ora, ammetto di essere un grande fan del tavor. In certi momenti molto, ma molto brutti, mi ha miracolosamente alleggerito di tanta merda zavorratami addosso da altri fattori... chiamiamoli artificiali. Però è anche vero che non ne ho mai posseduta una mezza scatola, e ne ho potuto fruire solo scroccandola da amici che le trafugano chissà come e dove.

Ma la grande potenza del tavor mi è giunta più roboante che mai la scorsa notte, sotto le coperte, agitandomi al punto di urlare contro quella troia in camice bianco che me lo voleva requisire. Svegliandomi all'alba e senza più farmi riprendere sonno. Sono anni che non alzo più la voce contro niente e nessuno,  riflettevo. Poi mi sono detto: ok, non dormi più ormai: sei troppo sconvolto. Ora però alzi il culo e ne approfitti per disinfestare casa, ché stasera torna tua moglie. Che alleggerisce più del tavor. Anche se ultimamente non è che ne abbia bisogno... [ormai l'hai scritto].



artist: Alice - song: Il silenzio delle abitudini
ditato da: IlDitoArCulo alle ore dicembre 03, 2008 19:50 | Link | commenti (20)
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