prot
Utente: IlDitoArCulo
CheNoiaCheBarbaCheNoia...
Iniziative Ar Culo




archivio ar culo
diti ar culo
links ar culo
bottoni ar culo
  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder
counter ar culo
visitato *loading* volte

Foto Ar Culo
www.flickr.com
This is a Flickr badge showing public photos from archiviodellapatata. Make your own badge here.

Gemelli Ar Culo




Maialini Ar Culo

Il Dr.Psycho dice che sono una merda
Scopri cosa dice di te su http://psycho.asphalto.org/test/.

venerdì, 26 settembre 2008

 

ditato da: IlDitoArCulo alle ore settembre 26, 2008 19:02 | Link | commenti (20)
dito/i:indice
giovedì, 18 settembre 2008

leggo oggi, con enorme sollievo, che non terrai più alcun concerto a Roma, presso quel covo di frosci, causa improvvisa quanto provvidenziale indisposizione. Beh, è chiaro che sono alquanto dispiaciuto del tuo stato di salute, ed anzi ti auguro di rimetterti al più presto. Perdonami se ho definito questo tuo antipatico malanno provvidenziale, ma davvero a me [ed anche alla mia mamma, che ti adora e balla sulla tua canzone e su quelle della Amy Winehouse, anche se non capisce un'emerita mazza di ciò che canta... come me del resto] non andava giù che ti mischiassi con certa gentaglia che io non mi voglio nemmeno disturbare nel definire, perché solo Iddio è giudice e Lui sì che lassù sa che cosa è bene e che cosa è male, che cosa è giusto e che cosa è sbagliato. Negli ultimi tempi le cose stanno cambiando fortunatamente nel nostro paese; alla tele dicono che il governo è fortissimo, che l'opposizione mangiabambini [che poi, secondo me, non ce li hanno nemmeno i coglioni per mangiarseli i bambini, quelli] è inutile. Adesso a Roma ci sono la polizia e addirittura i militari che sorvegliano e vigilano sulla sicurezza della cittadinanza. Ad esempio, l'altra sera, sono uscito per andare a portare a fare la pipì Adolf [il mio dolcissimo rottweiller] nella zona pedonale vicino casa, che di solito è frequentata da delle zecche puzzolente che si sfasciano con chissà quali droghe, e che pisciano per strada lanciando bottiglie, e due caramba facevano avanti e indietro con un coraggio ed un'autorità che ho pensato: oh, adesso sì che mi sento un cittadino di serie A, uno che paga metà stipendio di tasse e che si sente finalmente tutelato. Senza dimenticare il fantastico provvedimento e le misure introdotte dal nostro nuovo sindaco; via quelle donnacce e quei pervertiti dai marciapiedi e dalle strade. E per far loro capire quale musica -e non è un piccolo particolare- suoni ;cominciamo col manganellarli almeno sul portafogli. Era ora che qualcuno pensasse a fare un po' di pulizia in questo paese, senza troppi bla bla bla, ma con veri e concreti nonché utili fatti.

Perdonami se ho un po' divagato, cara Giusy, ma sai tu per me sei un vero mito, e sin dal primo giorno che la Simo ti ha scoperto e lanciata alla tele ti ho sentito come una vera amica. E se tu avessi partecipato, del resto, a quel ributtante raduno di pederasti [che non so cosa significhi, ma mio nonno li chiama così quelli là], oltre a deludermi nel profondo, avrei scritto subito alla Simo minacciandola di non guardare mai più L'Isola dei Famosi. Per farti capire quanto ci tengo a queste cose, io. Quindi grazie ancora Giusy continua a farci sognare e... non ti scordar mai di me! GhGhGhhhh!

Con affetto, tuo

Auschwitz88

ditato da: IlDitoArCulo alle ore settembre 18, 2008 11:30 | Link | commenti (22)
dito/i:medio, mignolo
giovedì, 11 settembre 2008

.

.

Zapping notturno delle 01:35. Una recente miss Italia risponde a una domanda di mister lattealleginocchia Marzullo.

-Lei è una che si affida all'istinto?

-Sì, ma cerco di usare anche la razionalità. Però devo dire che molto spesso il mio istinto non mi tradisce mai.

Perbacco. ...andiamo a dormire, va'.

La sveglia suona alle ore 10:00. Il tempo per prepararsi con molta calma ad un sicuramente inutile colloquio di lavoro previsto per le 12:00, non lontano da casa. Arrivo nei dintorni di Villa Fiorelli con largo anticipo. Ne approfitto per una colazione al bar, dove sorseggio il caffè scorrendo velocemente le notizie su alcuni quotidiani. C'è davvero il necessario, ma anche molto di più, per farsi andare di traverso anche la ricca cena [buonissima, tra l'altro] della sera prima. Dai fischi intimidatori [ahah] alla Gelmini con tanto di identificazione dei minacciosi fischiettatori da parte delle forze dell'ordine, alla querela d'ufficio che pare arriverà alla Guzzanti per i recenti interventi offensivi verso quella brutta faccia da lesbika mediefale [e chiedo scusa alle lesbiche, prima che mi querelino o mi arrivino sotto casa con i camion], alla proposta di legge dei CUS.

Esco dal bar e guardo il cielo reso biancastro dalla coltre di umidità che mi appiccica addosso e in breve tempo la camicia stirata con cura un'ora prima. Riabbasso lo sguardo e vedo un suv dai vetri oscurati che crea una coda di almeno 25 metri nel tentativo di parcheggiare, tra assortimenti di colpi di clacson e mortacci vari.

Manca una manciata di minuti al di certo infruttuso colloquio di lavoro. Arrivo di fronte ad una piccola e graziosa palazzina, quindi citofono. Mi accoglie una ragazza dall'aspetto sobriamente pariolino, con un modo di fare molto spiccio e dinamico, ma con stile. Scorre il mio c.v. ponendo le domande di rito, ma mentre le rispondo percepisco nettamente che l'emisfero sinistro è sul nuovo completino che indosserà stasera in palestra. Quindi mi illumina circa le caratteristiche salienti:

*l'orario di lavoro, che consiste in otto ore, è dalle 9:00 alle 19:00 con due ore di pausa pranzo;

*il contratto è di sei mesi, che fungeranno da ^periodo di prova^ in previsione di un possibilissimo [e lì devo esseremi pietrificato nello sforzo di non esplodere in una risata] inserimento a tempo indeterminato. -Sareste davvero delle mosche bianche, in caso. -Noi ci teniamo ad esserlo. [contributo musicale];

*il trattamento economico, per il ^periodo di prova^, è di settecentocinquanta euro. Poi, in caso di inserimento [contributo musicale] il trattamento economico sarà come previsto da inquadramento di legge. -Sono previsti buoni pasto? -No. [Ché cazzo sorridi, allora?].

Indi, mi fa presente che stanno selezionando il personale con un po' di anticipo, in quanto l'attività in questione dovrebbe partire verso la fine dell'anno.

-Chiaramente capisco perfettamente che [uhm... devo andare al bio per comprare il farro di Tahilandia] quando la chiameremo lei possa essere già impegnato, come le auguro [ah... e devo ricordarmi anche di passare in erbo per lo shampoo alle ginestre dell'Azeirbagian di Glendie]. Per il momento è tutto. Ci sentiamo più avanti!

-Sì, certo! Sentiamoci! [contributo musicale]

Del resto l'ho sempre detto che io, forse, del mio istinto non mi sbaglio sempre.

E a parte ciò io tifo per Giada Fagiana.

ditato da: IlDitoArCulo alle ore settembre 11, 2008 14:44 | Link | commenti (18)
dito/i:indice, medio
sabato, 06 settembre 2008

.

.

ditato da: IlDitoArCulo alle ore settembre 06, 2008 20:40 | Link | commenti (24)
dito/i:mellino
martedì, 02 settembre 2008

In oltre quindici anni di permanenza in questa città, innumerevoli sono le volte che mi sono sentito rivolgere codesto quesito: *ma checcessèi venutaffa' a Roma? Nun se sta morto mejo a Bologna?

Ammetto che il primo impatto con la città non fu dei più confortanti. Sebbene mi trovassi in una città che visitavo per qualche settimana ogni anno, da quando ero nato. Ma vivevo quella romanità inquinata dal ciociarismo dei parenti che ingentiliva l'asprità e la grettezza di certi modi e toni che non capivo e che mi spiazzavano; dalla fila alle poste o al supermercato, alle resse ai semafori, al tabacchino che dopo un paio di cenni con il capo non recepiti, mi tuonava addosso  'mbeh? chevvoi?

Mo' un pachetto di meritt, grazie rispondevo gentile e intimidito. Poi uscivo furtivo e mi rintanavo di fretta nel fatiscente appartamento a pochi passi dalla stazione Termini; in quella stradina diroccata, crocevia di papponi, mignotte, viados e starlettes di Non è la Rai. Accadeva sovente che mi ci ritrovassi completamente solo, poiché il mio compagno dell'epoca [quela bruta putanna], partiva per qualche giorno, una settimana sì e una no, per procacciarsi del denaro al nord. E lì mi sentivo davvero triste, solo ed abbandonato, con l'unico spettacolo, affacciandomi alla finestra, delle colombiane che si rincorrevano brandendo coltelli e colli di bottiglia rotti e delle polacche che si sciacquettavano la frittola sul bidet in camera, nella pensione di fronte.

Tuttavia in quei momentacci il *quesito mai riecheggiò, non una sola volta, nei vuoti spiroidali di tutta quella desolazione. Stringevo i denti, le chiappe e affrontavo a viso aperto e sorridente quella che per me rappresentava una fitta giungla sconosciuta e colma di insidie, in nome di quella scelta di vita drastica quanto sentita; mai me ne sono pentito. Anche perchè un dì, casualmente, scoprii Monte Caprino. Ma questa è un'altra storia.

Mi ci vollero almeno due anni, direi anche tre, per integrarmi completamente in quella che diventò improvvisamente la mia città. Iniziai a sentirmi talmente parte di essa che abbandonarla per Bologna, sotto le feste di Natale, divenne motivo di sofferenza e insofferenza inaudite. Il *quesito pure cominciava a provocarmi tedio; l'azzento, del resto, tradiva le reali origini, offendendo l'acquisito ma sincero orgoglio lupacchiotto.

Dicevo che non c'è stato attimo in cui abbia messo in discussione la mia scelta. Del resto essendo uno che non rinnega persino agli errori, come potrei pentirmi di una scelta che mi ha fatto vivere anni ricchi ed intensi, lasciandomi alle spalle la vita sola, cupa e infognata da borghesotto benpensante confezionato sottovuoto in atmosfera protetta? Avrei così rinunciato anche all'immensa fortuna, al pregevole onore di vivermi gli ultimi decadenti anni di una città all'epoca come oggi problematica, sebbene sotto aspetti differenti. L'idea dell'enorme spreco di risorse e potenzialità era sin troppo evidente, e sebbene non mi trovo d'accordo con svariate scelte effettuate, vedi la dissampietrinizzazione di svariate strade del centro, è indubbio che oggi, tra un magna magna e l'altro, la città si possa fregiare di considerevoli migliorie. Solo che ai miei occhi, possiede la bellezza ed il fascino tipici delle donne rifatte un po' così così.

Ieri, battendo le agenzie interinali del centro, alla ricerca di un lavoro che mi permetta di sopravvivere a questa donna esosa e siliconata, ad un certo punto ho deviato per uno dei miei quartieri preferiti, il rione Monti, ex [ma molto ex] zona povera a ridosso dei Fori Imperiali, per poi dirigermi verso il Colosseo. Lì, su quella sorta di enorme terrazza che sovrasta la meraviglia, mi sono fermato per circa un'ora, e tra i vari mumble mumble serpeggiava una certa inquietudine, di certo resa ancor più torva da quell'azzurro di un cielo poco convinto.

Poi, il quesito ha cominciato a sfrecciare nel cielo, su striscioni trascinati da areoplani. CHEC-CAZ-ZO-STAI-FA-CEN-DO-QUA?

Ammetto che il mio animo fortemente [e fieramente, aggiungo] nostalgico ha umettato un po' gli occhi, ma poi ho ripreso e rimesso me stesso sul cammino verso la mia casetta. Accompagnato dall'idea che gli amori cominciano, magari stentano, poi esplodono, inevitabilmente si complicano... ho sempre enormi dubbi sul fatto che finiscano. L'unica alternativa mi pare essere che non esistano affatto, piuttosto. 

Mia cara e tanto amata città, ho già cominciato a dirti addio da tempo. Solo che le parole le sibilavo tra me e me, lasciandole soffocate dentro la gabbia toracica. Credo sia per questo se tu, prima di oggi, non le hai mai sentite...

Come sarebbe a dire  'sti cazzi? ...'sta zzoccola.

.

artist: Gabriella Ferri - song: Sempre

ditato da: IlDitoArCulo alle ore settembre 02, 2008 13:45 | Link | commenti (20)
dito/i:indice, medio, anulare, mellino
Wikio - Top dei blogs