Con uno stato d'animo che non si decide a scendere dall'ottovolante, ho del tutto perso la cognizione del tempo. Che oggi fosse domenica me ne sono reso conto uscendo e trovando tabacchini e supermercati chiusi. Allorché mi sono pure ricordato che domattina comincerò una sorta di corso [selettivo] per un nuovo posto di lavoro. Legalmente precario e sottopagato.
Sono successe e continuano a succedere tante cose intorno a me, ma resto piuttosto impassibile tra un giro della morte e l'altro. Intermezzi di lente e ripide risalite. Sapendo cosa mi aspetta, non v'è nemmeno il gusto della sorpresa. Fortunatamente so che è solo un periodo, che passerà e che bla bla bla. Ma nel mentre non posso fare a meno di detestarmi cordialmente.
Ringrazio i pizzicotti di: mammà, quella bella giuoia di Bassotuba, quel bel fiore della Ciurga, il cocainomane che mi ha fatto compagnia notturna per due ore alla stazione di Arezzo. E ovviamente quelli di Mas, giunta qui appena in tempo per sopportarmi come solo una moglie può fare.
Be back soon. O almeno credo.







A forza di sputare nel piatto dove si sta mangiando, arriva un cameriere sdegnato a togliertelo da sotto il naso. Improvvisamente e inaspettatamente. Non resta che rimpiangere quella pietanza. Nemmeno così inappetibile, in momenti come certi in cui è tempo di visitare il padrone di casa, mentre nella cassetta giace un’unica missiva che suggerisce di raccogliere tutte le candele che si hanno sparse per casa.
una riletta veloce all'ultimo post e già ci sarebbero i presupposti per un update. Ma non ancora. Nessun sisma; solo qualche piccola scossa di assestamento. Tornerò, forse, a parlare dei personaggi in questione, con le opportune integrazioni fatte di conferme, smentite e sorprese. Posso però anticipare che Stefano è pazzo. E che Danilo è un bel geroglifico rosso. 