
Luciano ha meno di trentanni, gli occhi scuri e un umorismo del tutto involontario. Sembra un ometto di altri tempi; gli manca giusto la brillantina tra i capelli e l'odore di aqua velva. E' stato il primo ad attaccarmi bottone. Trovandolo poco in sintonia con me e un pelo invadente, ho tirato su gli argini e si è presto spostato presso altri corsi d'acqua.
Pamela è una ragazzina graziosa e tutta arruffata che studia lettere. Lo sguardo perso di chi ha la testa sempre altrove. Difficile talvolta non dubitare della sua genuinità; specie quando chiede che cosa si celebri a pasqua, definendosi profondamente laica. La prendo in giro bonariamente e ci offriamo caffè e merendine ai distributori automatici. Qualcuno ha ipotizzato di un mènage con lo scrivente. Lei ha negato, riferendo di ben altri gusti. Ho finto di accusare il due di picche, lei mi ha tirato un bacio e detto dopo ti spiego meglio, caro. Le ho risposto non c'è nulla da spiegare, bambola. Mi ha destinato un sorriso imbarazzato e complice.
Roberta, sulla quarantina, appare piccola e indifesa. La pelle e i capelli color tabacco, la voce bassa e rauca di troppe sigarette. Il suo sorriso generoso e aperto sembra mascherare radicate insicurezze. Accenna con frequenza a certi fallimenti sentimentali, ad incontri con uomini deludenti. Non ha capito un cazzo del nostro lavoro, e mi ritrovo spesso a trascurare il mio per darle una mano. Certe volte le schiaccerei la testa sul monitor. Povera.
Adele è l'unica, oltre a me, che si offre di aiutare Roberta. Di bassa statura, un faccino sveglio e furbetto, e un leggero sarcasmo che l'ha resa presto mia fugace compagna di ricreazione. Adoro.
Stefano è la copia in negativo di Joseph Fiennes. L'aria stralunata di chi vive sicuro solo nel suo mondo. Qualche sera fa mi ha dato uno strappo verso casa, e mi ha parlato della sua esperienza pluriennale a Londra e della sua passione per la radio. Indossa esclusivamente abiti che scorrono sulla gamma dal marròn merda al verde vomito. Mentre discorre con la sua bella voce profonda, infila dentro qualche freddura, senza mai variare espressione. Dannatamente sexy e interessante.
Paolo è un omone grande e grosso, dallo spirito pacato e rilassante. Convive con la sua ragazza, e per non farle sapere che ogni tanto si fuma ancora una sigaretta, lascia in custodia il pacchetto a qualcuno di noi. Oggi il consegnatario sono io.
Danilo è un bellissimo ragazzo color carota. Il viso dalla mascella ben squadrata, il sorriso timido e virile ed un corrrpo con tre erre, atletico e armonioso. Vive nelle retrovie del gruppetto e parla a voce bassissima con pochissime persone. Ho trascorso anche otto ore con lui a fianco ed è definitivo: non abbiamo granchè da dirci.
Christian sembra il cantante di una band sudamericana. Di quelle che fondono il rock con la musica delle Ande. È una di quelle persone che si definiscono solari... in effetti potrebbe essere tale, in virtù della battuta sempre pronta e della risata contagiosa. L'ho ripreso per via di una precisazione, secondo lui doverosa ed espressa in mondovisione, circa le sue preferenze sessuali. L'ho invitato a considerare che guardandosi intorno, nell'open space stracolmo, avrebbe individuato di certo svariate persone potenzialmente indispettite dal vago tono canzonatorio della sua esternazione. Ha fatto ammenda, ma ora mi guarda con sospetto.
Proprio Christian, ieri, mi ha detto che Stefano, circa l'argomento donne, si mostra alquanto refrattario. Svia palesemente e dice di avere altre cose per la testa. Penso tra me e me che la questione possa assumere qualche fantastilione di significati. Mi invito dunque a distogliermi da quell'unico che potrebbe trivellarmi il cervello.
artist: Paola Turci - song: Saluto l'inverno







