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Gemelli Ar Culo




Maialini Ar Culo

Il Dr.Psycho dice che sono una merda
Scopri cosa dice di te su http://psycho.asphalto.org/test/.

venerdì, 30 novembre 2007
<|...Il disco qui a fianco, è in una sola parola meraviglioso.

Lo riesumai una sera con Mas, e ne postai qui. La moglie fu poco tenera nei confronti di questa pazza indemoniata che mentre canta sembra sbattersi in un rapporto à trois con  pianoforte e sgabello. Ma ieri sera, a coronamento di una giornata perfetta, ho riscoperto questo cd sotterrato sotto quintali di merda [ultimamente sto ascoltando diversi cd da me acquistati e poco suonati; in buona parte dei casi, ho capito perché], facendomi trasportare nel clima vertiginoso, inquietante e vagamente ansiogeno di questa cantautrice mezza cherockee. Essendo scontato che fossi in condizioni come dire... amplificanti?!?, non suggerirei a nessuno l' ascolto in piena epidemia depressiva. A meno che non si ami l' autoflagellazione. Ma io, uauau, sto attraversando un periodo semisplendido; talmente semisplendido che, arìuauau, quasi finisco col crederci.

Ieri mi sono concesso un necessario, non meritato, break dall' ufficio. Lo avevo programmato già dallo scorso uicchènd. Troppo commovente l' idea di una giornata tutta per me, che spezzasse la solita routine di alzabandiera all' alba, di feroci lotte quotidiane con le portiere dei bus, con quel cazzo di impianto di climatizzazione del mio ufficio, senza dimenticare le facce bleah e le copiose tempeste di forfora, che caratterizzano la fantasticissima azienda alla quale scippo lo stipendio.

Il risveglio è avvenuto per cause naturali intorno alle 10:30, con il ritmico accompagnamento del ticchettìo della pioggia sui modulari in plastica del mio balcone. Nulla di meglio che starsene un po' rannicchiati nel letto a stropicciarsi sotto il piumone, mentre fuori piove. Con una buona compagnia, sarebbe ancora meglio, lo so. Ma cercando sempre l' aspetto positivo anche nelle tragedie, penso che il risveglio solitario, metta al riparo dall' imbarazzo del consueto topo morto in bocca. Proprio e altrui.

Dopo una ricca colazione a base di caffè, yogurt e cr
êpe con marmellata di ciliege, dopo la doccia, la spesa ed il pranzo, ho pianificato una visita pomeridiana alla mia cara banca, che trascuro da mesi e che mi sta tartassando di telefonate affinché mi rechi a porre delle firme sotto dei geroglifici su alcuni moduli che non sia mai ch' io legga con cura. La mia banca si trova, ahno?, a 50 metri dalla Fontana di Trevi, quindi per raggiungere il centro ho preso l' ombrello e il bus 810 da Ponte Casilino. Codesta linea si snoda lungo un percorso turistico, passando per Piazza San Giovanni, il Colosseo e i Fori Imperiali, fino a morire a Piazza Venezia. Solo che ieri, la piazza con la macchina da scrivere, era sotto l' assedio di certi tassisti che protestano per non so cosa e anche per non m' interessa cosa. Prendo un taxi una volta l' anno e ogni volta che pago mi ricordo perché lo prenda così poco [il taxi]. Quindi ad una certa, il bus, ha dovuto deviare per il Circo Massimo, passando per la Bocca della Verità, i due tempietti sul Lungo Tevere dei quali non ricordo mai i nomi [ma so che quelli con cui sono famosi sono erronei], il Teatro di Marcello, fino a giungere dal lato opposto, sulla piazza con la torta nuziale fascista, alle spalle dei tassinari protestatori. Piovevano gocce d' acqua, piovevano colpi di clacson e lunghe strombazzate; ho schivato al pelo un paio di 'taccitua e malimorté. Ma è pur sempre Roma. Ao'.

Finalmente raggiungo la banca fuori orario di sportello. Mi fanno attendere comodamente seduto nella hall deserta, allietandomi l' attesa con un caffè ed un cioccolatino [vecchio]. Poi ho firmato tutto quello che volevano e, dopo tanti cordiali saluti, mi sono riappropinquato verso casa col solo ausilio dei miei piedini e del mio ombrello cinese un po' divelto. Tirava qualche raffica di vento che me lo scappellava [l' ombrello], e nel contempo passava sempre qualche auto che mi spruzzava miliardi di gocce di acqua mista a fango, addosso ed in faccia. Ma se si adora la pioggia, ed io l' adoro, si adora il pacchetto completo. Una volta a casa, giusto per l' ora di cena, mi sono sfrigolato e divorato grasse e succulente spuntature di maiale, che non mangiavo dai tempi della rivolta dei fegati. Quindi ha fatto seguito un sudokino [non è un digestivo] miseramente fallito ['fanculo].

Il resto della serata a scartabellare i miei cd per la colonna sonora del party [yeah] che terrò a metà dicembre. Ci sarà, ecco che il cerchio si chiude, anche questo pezzo di Tori Amos che mi aveva catturato ed ipnotizzato un bel sabato sera di ottobre, in un locale a S. Lorenzo nella foto ivi sotto, con tanto di scrivente tutto a sinistra, anzi no: troppo a sinistra.
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enigma : who's the girl with an electric green eczema on her pretty face?
discover that  reading the comments section below. or click here.


Pensavo che quel pezzo facesse parte della sua produzione più recente, al punto che dopo vane ricerche sul gugòl e negli internets, mi ero deciso ad acquistare, proprio ieri, i suoi ultimi cd. Ma la visita in banca e quel segno, che non era il +, sull' estratto conto mi ha fatto desistere dall' insano gesto.

Un po' come  quella volta che attraversai illeso a palla un incrocio con stop su una provinciale ad alto tasso di mortalità, qualcosa o qualcuno boh? mi ha salvato. Perché dopo qualche minuto di nenie complesse e rindondanti [bellissime], suoni, tamburi e lai assortiti, parte la base ed io resto per buona metà del pezzo a dirmi no, non è possibile. Felicità. Lo posto qua sotto, nonostante l' audio pessimo. Chi verrà al mio party, se la sentirà sparare bene, da casse decenti. Bye.


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ditato da: IlDitoArCulo alle ore novembre 30, 2007 14:46 | Link | commenti (24)
dito/i:indice, pondulo, mignolo, illice, trillice
martedì, 27 novembre 2007
Complice una serata tiepida e asciutta, ho preso l’ auto alla volta di  questo posto che annovero tra i più suggestivi, a Roma. Le file di pini marittimi dell’ Appia Antica creano giochi d’ ombre con le luci dell’ antistante aeroporto. Parcheggio l’ auto e resto un po' a bordo. Ardo qualcosa tra le labbra, poi mi abbandono sul poggiatesta, ipnotizzato da luci fisse ed in movimento.
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L’ Appia Nuova che porta verso i Castelli, è transitata con ritmica e tranquilla regolarità. Un aereo plana verso l' asfalto; lo vedo avvicinarsi, ma non abbastanza da scorgere dagli oblò visi solo immaginati. Alle mie spalle, sotto le file d’ alberi, alcuni uomini passeggiano, fumano, parlano, guardano, fanno. Apro la portiera e scendo; mi viene da ridere per la mia scarsa stabilità. La temperatura corporea è sotto traccia; ho le punte delle dita ghiacciate e una gamba mezza addormentata. Tremante e barcollante accendo una sigaretta, mi stringo un po’ dentro la giacca e m’ incammino verso quel pianeta che mi attrae senza avermi messo mai a mio agio. Appena oltre gli alberi, il cielo si allarga e riempie lo sguardo di meraviglia e stupore sempre intatti. L’ orizzonte è interrotto da sagome di cascine, fienili e ville sui campi di delicate colline. Poche macchine, di tanto in tanto, tagliano le curve e i saliscendi della stretta strada di campagna che collega l’ Appia con l’ Ardeatina; per pochi istanti infrangono quell’ atmosfera sospesa di silenzio e ombre. 

Ritrovarsi in un posto del genere, isolati ed alienati dal piccolo microcosmo d’ anime in pena, pare inspiegabile agli altri ospiti. Quando qualcuno si avvicina per tentare un approccio, mi allontano come un gatto randagio, oppure dirigo lo sguardo verso traiettorie opposte alle loro. Seduto su una grande pietra fumo un’ altra sigaretta. E torno ad osservare la macchia di luce della zona aeroportuale. Rigirandomi verso la penombra, distinguo a malapena due profili, a mezzo metro da me. Ciao. Che fai? Bla bla bla e bla bla bla. Discorsi di default. 

Dopo un minuto di rituali, posso almeno distinguere le sembianze di due ragazzotti intorno ai 30, non tanto alti, entrambi carini. Uno in particolare con dei lineamenti da incanto. Li riconosco in due vecchi e frequenti compagni di queste passeggiate serali. Ci siamo incrociati spesso, sotto quelle file d’alberi, scrutandoci con occhi assassini. Soprattutto ogni volta ho pensato cazzo, che lineamenti da incanto ha quello lì… Ora sono riflessi nelle mie dilatate pupille. Mi guarda e mi sorride timidamente. L’altro possiede invece una faccia scugnizza, un po' alla telomettoarculoinmezzonanosecondo, e prende le redini dell' assalto, gestendo in autonomia la conversazione:

-No? 

-Diciamo che se accade qualcosa di meritevole, ben venga… 

-Beh… facciamola accadere allora… o non siamo abbastanza meritevoli? 

Lì, lo sguardo dei due si accendono di lucine birichine. Al silente ragazzetto dai lineamentieccetera in particolare, stanno da dio quelle lucine. 

-Eheheh…
.
-“Eheheh” cosa? 

-Siete molto meritevoli, ma non ho confidenza con le situazioni troppo affollate. 

-Capito… ma magari ti piace, prova… 

-Figurati se non ci ho mai provato. Non fa per me… 

-Peccato, però… noi abbiamo voglia… 

-Sono certo che non faticherete a trovare un volontario… 

-Ma noi vogliamo te… 

Penso: gonfio il petto o li invito ad attendere le spietate luci dell’ alba? 

-Un po’ buio qua, eh? 

A questa replica, il ragazzetto dai lineamenti sogghigna appena. Non ho potuto udire il suono, né il colore della sua voce; solo la tenue sfumatura di un suo ghigno sommesso. Infine il direttore d’orchestra si congeda: 

-Ok, ciao… 

-A voi, buona serata… 

Risalgo sull’ auto, riavvio il motore. Nelle intricate manovre su quella strada consolare e disastrata, indugio un poco con i fari sulle altre auto parcheggiate, tra i fitti cespugli e verso quelle file d’ alberi. Le figure continuano a muoversi lentamente, alla ricerca di un riparo da quell’ invasione di fasci. Lungo la strada del ritorno penso che da fumato rido tanto, perché riesco ad osservarmi dall’esterno. E mi vedo così buffo, scoordinato, a tratti goffo... Soprattutto da fumato, penso infinitamente a molte più cazzate di quante ne abbia mai dette. A molte più di quante ne potrò ancora dire. Eheh…


Artist :  TOWER OF FOIL  song: Strange Diversion

ditato da: IlDitoArCulo alle ore novembre 27, 2007 15:36 | Link | commenti (21)
dito/i:indice, alluce
venerdì, 23 novembre 2007


Ho abolito la minibomba alla crema. Non mangio mai peperoni. Sono anni che non guardo più Beautiful. Eppure sono un paio di notti che mi sveglio nel cuore della notte, con immagini fresche di sogni bislacchi. La mia defunta nonna Angelaina, che mi fa un cucù-blitz nel cesso, mentre sono intento a fumare un bazooka sulla tazza. Oppure mio crante amiko, ora in Bafaria, che mi sguinzaglia per legnose locande, in un' imprecisata e siderale città, dal clima e dal paesaggio direi in Groenlandia, a strappare e distruggere locandine che lo ritraggono travestito da suora gaudente e porcacciona. Ancora; un mio ex viene scoperto nella sua attività di contrabbando di viagra...

Ma una volta destato, non me ne sto lì nel letto con le palle (degli occhi) al soffitto, a crogiolarmi su quelle fresche immagini. Mi giro e mi rigiro come uno spiedone, e magari butto giù quattro miliardi di pensieri in croce, del tutto sconnessi da quelle immagini, e anche dai pensieri del mio quotidiano presente. A random, sono robette tipo:

-che cucino per il foscaeventum?

-cazzo... il sudoku dell' ultimo numero di 24minuti era troppo tosto...

-a febbraio scade di nuovo l' erreciauto... soldi maledetti soldi...

-
lasagne al pesto o zuppa di legumi?

-non perdonerò mai chi ha osato abbandonarmi...

-quel sudoku incompiuto sta sul tavolino in salotto o sulla tazza del cesso?...

-ma perchè mi gira in testa oltre le distanze noi non siamo soli?...

-
domani chiamo su...

-ma perché non dai pace a quella lumaca morta?...

-e di secondo?...

-chissà quante volte mia madre ha pulito il culo a mio padre, oggi...

-quasi quasi mi metto su quel cd...

-devo finire quel sudoku, devo... ...mi alzo... sì, ...sì... ...

ronf.


Artist : Nonlodico  song: Sulle Occasioni Andate


[che poi stamattina l' amiko, ora in Bafaria, mi ha telefonato, dalla Bafaria. Ma essere me skortaten ti tiren lui ti sognen.]
ditato da: IlDitoArCulo alle ore novembre 23, 2007 14:52 | Link | commenti (22)
dito/i:indice, pondulo, mignolo, illice, trillice
lunedì, 19 novembre 2007


1.свет sarebbe la traduzione di light, dall' inglese al russo. Ma il termine light, con i traduttori automatici, viene inteso con il significato di luce. Quindi il titolo di questo post è Pensieri luce, o al limite  Pensieri colore. Perchè io che c'ho la collega che mastica pure un po' di russo [ah no?], sono stato illuminato circa l'ambivalenza di свет.

2.Comunque tutta questa menata sul russo, perchè uno dei miei due fratelli, esattamente tra cinque giorni convolerà a nozze [e tre], in una imprecisata località della Siberia occidentale. La sposa è una giovine capra... no, cioè: una giovine bellezza locale dai rossi capelli, conosciuta durante uno dei suoi viaggi di lavoro. L' ho incontrata una sola volta, ad un pranzo dai miei. Parlò poco, ma in compenso rovesciò un' intera saliera su tutte le pietanze a lei servite dalla mia mortificatissima madre. Comunque per questioni burocratiche tipo visti e menate varie, trattandosi di un matrimonio lastminute, non mi sarà possibile presenziare all' evento. E mi spiace tanto perché ci sarebbe scappato un post di quelli epici. E invece перствишаке deve aspettare.

3.Succede anche che uno, una domenica, si metta sul suo divanolo preferitolo e decida di riguardarsi uno dei suoi filmoli predilettoli del suo registolo favoritolo. E in un dialogo con sé e tra sé e sé, chiede uh, ti ricordi quanto stracazzo hai pianto con questo film? tipo quando Iuan Mecchgregor -sic- fa la dichiarazione alla sua bella in mezzo ad un campo dei suoi-fiori-di-lei preferiti? e perchè; quando lo danno per disperso in guerra e lei è disperata, ma poi lui le fa cucù da dietro le lenzuola stese in giardino, e lei lo prenderebbe a pugni e calci, ma poi lo abbraccia strabordante di disperata gioia? e la scena di lui anziano e malato che viene portato in braccio dal figlio nel fiume, a salutare tutti i suoi amici e la sua amata? sé risponde  sì, certo che lo ricordo... lo ricordo benissimo, ma sai... quello era un periodo un po' particolare: avevo il cuore a pezzi, e avevo sfanculato tutti i miei sogni... quindi sé controbatte già, vero... e probabilmente le tue erano lacrime di rabbia perché di certo pensavi che quelle cose lì accadono solo nei filmoli... infine sé replica già, già, è di certo così... poi succede spesso con i filmoli, una scenola non ti suscita più le stesse emozioni della prima volta... la aspetti trepidante, ma quando arriva pare una scenola diversa, sembra quasi un altro filmolo... Ho pianto per una buona MEZZORA, cazzo. MEZZORA. Tanto che ho cominciato a ridere, da ché non riuscivo più a smettere. Che bellolo, bellolo, bellolo filmolo.

4.Dietro ci ho sparato Sky Captain and the World of Tomorrow, ché da quanto ricordavo mi aveva fatto pennicare con goduria profonda, dopo avermi incantato per metà scarsa del primolo tempolo con una bellissima fotografia, e soggiogato con quella figona chichettona della Guinnetta Paltrona. Invece non solo non mi sono staccato un secondo dallo schermo; ho maledetto la mia prostata ogni volta che ho dovuto premere ||pause per andare a cambiare l' acqua alle olive. Che carinolo, carinolo, carinolo filmolo. E come direbbe una moglie americana [scema] di cui ora mi sfugge il nome: Giudd Lou... ma ciao.

5.Domani é il compleanno della Contessa. Fatele le auguri ché poi ella farà una preghierina per voi tutti alla MadonnadiCesena. E funziona.

6.Lettera di addio ad una minibomba al cioccolato bianco. Cara, deliziosa, voluttuosa, civettuola minibomba al cioccolato bianco che occhieggi ogni mattina dalla vetrina del bar, con tutti quegli strass di granelle di zucchero. Sono costernato, ma ti devo dire adieu. Non ti potrò più possedere. Non potrò più afferrarti con queste avide zampe, né dilaniarti con queste ingorde zanne. La mia passione per te è stata sì viscerale e genuina, ma ora è giunta l' ora della fine di questo lussurioso amore; non posso più vivere con i sensi di colpa che travasano tra bile e gola. Sappi però che non ti dimenticherò mai.

7.Tette.


8.нот. Che in russo significa musica, e che si pronuncia not, e che me l' ha detto la mia collega che mastica un po' di russo [ah no?].


Artist :  A TOYS ORCHESTRA  song: Peter Pan Syndrome

ditato da: IlDitoArCulo alle ore novembre 19, 2007 16:32 | Link | commenti (37)
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venerdì, 16 novembre 2007
...ché sto blog ha preso una piega, ultimamente [?], pesa e triste.



1.Sono in lotta contro una nuova possibile dipendenza. Sudoku. Sono una schiappa. Troppo calcolo, troppa logica per me. Lo so, eppure non mi rassegno. Mi accanisco su quelli di difficoltà elevata [di certo non quello in alto a sx], perchè come in ammmmore, adoro le sfide impossibili. O quasi. Infatti, ieri sera, ne ho terminato uno. Per puro culo, va precisato. Sicché invece che annotare di lato il solito FUCK! o UFFA! ho scritto uno YEAH cubitale con ben tre punti esclamativi, con i quali sono parco. Soddisfazioni.

2.Stamane sul bus, mi sono meschinamente allietato sul racconto di una sciagurata coppia di Padova e la loro seratina hard a base di candele. Riporto fedelmente questo stralcio:
... i due avevano preparato tutto per una serata passionale; ma le sole fiamme che hanno cominciato ad ardere sono state quelle sprigionate dalle candele: hanno attaccato l'abitino succinto di lei e una tenda di casa. Eppure la coppia aveva preparato tutto a puntino. In un appartamento in città, cena soft, luci soffuse, musica elegante e candele dappertutto per rendere l'atmosfera più complice. Proprio quando la serata iniziava ascaldarsi, la donna ha sfiorato inavvertitamente le candele con l'abitino che indossava.
È stato un attimo: la signora è stata investita da una fiammata che le ha procurato profonde ustioni, tanto da farla finire al reparto di Terapia intesiva dei grandi ustionati...
Sì, lo so: poverina. Ma ad allietarmi era l' ipotetica immagine dell' espressione beffarda e ghignante di colui che ha redatto la notiziola. Bastardo. E comunque, ghigna pure, ma ci sono almeno un paio di errori gravi nella punteggiatura.

3.Mi è arrivato or ora un sms da Adecco:
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Chi è interessato, annoti.

4.Una mia certa conoscenza ha pubblicato un libello-brochure di poesie. Lo denunzierò, se nella nuova edizione, oltre a correggere gli errori ortografici e di battitura presenti in quasi tutte e 20 le pagine, non citerà l'autore dell' 80% delle fotografie inserite all'interno.

5.Contessa, mandami una tua bella fotografia via email, appena puoi. Entro l'ora di pranzo, se possibile.

6.Oggi piove. Amo la pioggia. Anche se so quanto scassi la minchia [vedi i panni stesi fuori due sere fa]. Con la pioggia questa città va in paralisi. Ha una rete fognaria ahahah, e le grondaie cosa saranno mai. Comunque associo la pioggia a momenti allegri, spensierati. Come una mattina di tanti anni fa, appena giunto a Roma; zompettavo gaiamente per strada, fradicio e rasente i muri, con un fidanzato di cui ora mi sfugge il nome. Ahahah. E ancora lo scorso anno a Madrid, con un amico di cui pure mi sfugge ora il nome. Uhuhuh.  Si cercava riparo ovunque e si trovava, stranamente, rifugio solo in pasticcerie, musei del jamon o altre robe del* così. Bah.

7.Associo, invece, certe giornate-karakiri ad assolati e afosi pomeriggi estivi. Ma questo non è un pensiero light.

8.Musica (light).




Artist :  NINA SIMONE  song: Love me or leave me

*ma nessuno proprio che mi corregga?... Ok lo lascio... mi piace "del così".

ditato da: IlDitoArCulo alle ore novembre 16, 2007 11:28 | Link | commenti (26)
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