A me Cecchi Paone non è mai piaciuto. Ammirando le sue gesta all' Isola dei famosi, ho capito perchè: egli è la dimostrazione vivente di quanto cultura ed intelligenza non sempre vadano di pari passo, e anche di quanto si possano basare su concetti e comportamenti perfino antitetici con essi. Se per cultura si intende l' acquisizione di un ricco patrimonio di esperienze, che dovrebbe permettere l’ elaborazione ai fini della comprensione e dell' accettazione di tutto quello che non ci riguarda da vicino; tutto quello che non possiamo avere accostato attraverso il nostro vissuto. Invece sbeffeggiare qualcuno dandogli del troglodita, pur riconoscendo che il soggetto si comporti da tale, è culturalmente inaccettabile. È evidente che non tutti possono o hanno potuto fruire del medesimo, fortunato ed ampio raggio di scelte. Ciò partendo dalla più semplice delle premesse: fino a prova contraria, nessuno può scegliersi famiglia, ambiente e zona geografica di appartenenza.
Ora; se non a tutti, a tanti, eccomi qua sono il primo, piace proprio assai l' idea narcisistica ed egocentrica della percezione di sé, quale persona illuminata e detentrice della ricetta più efficace pel saper-buon-vivere-punto. Esempio; mi succede spesso di dirmi che se fossero tutti come me, non ci sarebbe che so... necessità dell' eliminacode alle poste. Oppure le persone non sosterebbero ammassate innanzi alle entrate/uscite dei mezzi pubblici rendendoli inagibili. O ancora; saremmo sempre tutti belli freschi di bidet [ché non si sai mai], e ciascuno avrebbe sempre [spesso] le ascelle fresche e profumate.
Ma soprattutto nessuno ascolterebbe e comprerebbe i dischi di D’Alessio, Antonacci o Ramazzotti. E quest’ ultimo, oggi, non avrebbe dichiarato in un’ intervista su City: La gente, dopo 25 anni che sono tra i piedi, pensa di sapere tutto di me… allora inventa: che sono gay, che mi drogo… Tra le altre cose se fosse stato ghéi [se fosse stato come me, o se non si vergognasse di essere ghéi, o se non fosse uno che guai a te se dici che sei ghéi] quasi certamente non avremmo mai visto [non così tanto] quella bella faccia da gruviera incapace della Hunziker.
Poi mi ricordo che sono comunque uno che se la guarda l’ Isola dei Famosi. Ma in effetti io non mi reputo intelligente. O meglio: mai detto di esserlo. Il segreto sta tutto lì. [Ché poi, se i produttori e gli autori televisivi fossero come me, non esisterebbero certi programmi... ma quanto sono intelligente?]
Devo infine ammettere che, se fossero tutti come me, si parlerebbe tanto e si ascolterebbe meno. Purtroppo ho anche questo sgradevole deficit: fatico a mantenere la concentrazione sui discorsi altrui. A questo punto voglio spiegare la [il]logica del [non]funzionamento. Lo spiego specie a chi ben mi conosce e soffre assai di questa mia mancanza, pensando che evidentemente non lo ritenga degno della benché minima attenzione. Dunque, lo sfortunato interlocutore di turno potrebbe esordire con una frase molto banale, tipo:
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Oggi sono stato dal fioraio e…
[fioraio, fiori, iris, giardino di Federica, via Mezzofanti, giochi, barbie, party, discomusic, lèfrikkksèscikkk…]
…ma mi stai seguendo? .
[thebestdiscointown… donna summ…]oh? oh… scusa… sì, sì, fioraio…
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Se vabbeh… tu non mi ascolti!
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…no, dai scusami. Davvero… mi sono distratto. Ripeti per favore.
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Mh… ok. Quindi ho visto questa pianta e…
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[pianta, piede, alluce, succhiare, succhiotto, collo, piede, formaggio, gruviera, hunziker, miniera...]