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Il Dr.Psycho dice che sono una merda
Scopri cosa dice di te su http://psycho.asphalto.org/test/.

giovedì, 30 agosto 2007

Heididiqui e heididilà, chi ti becco alla tele per ben due volte, nello stesso giorno? Sì sì, proprio lei: Elisabetta Viviani. Colei che, recentemente l’  ho scoperto,  nella sua collana di perle ha infilato oltre a Heidi, La Banda dei Cinque e C’ è (C ’è / questa volta ho paura che c’ è / e non so / se ho la forza di dire di no / proprio qui / una notte di maggio e coraggio / ti ho detto di sì…), una versione da brividi de Il Pescatore di De Andrè. Zompo a pie’ pari la questione artistica (niente di più facile), passando a tessere le doverose lodi al suo sorriso. Radioso ed incantevole abbastanza per riuscire a sostenere certi contesti di certi tristi e ritristi palinsesti estivi. Show basati sulle repliche, delle repliche, delle repliche di mostruosi assemblaggi a base di sarcofagi, fossili, caccole e muffette. Gli interinali di Rai e Mediaset. Esibiscono il vestito della festa,  i loro visi imbolsiti, più un’ acquisita o incrementata incapacità di fare la benché minima cosa. Inclusa quella su cui sarebbero basati i loro 15 minuti. Visibilmente emozionati, lì in quella giostra di luci, brandiscono quel microfono, che a stento ricordano come e dove vada tenuto. (Lo so che è di una banalità vergognosa, ma l'ho pensato anch' io.)

 

Ecco dunque la Elisabetta, col suo meraviglioso sorriso da paciarona brianzola, mentre stonicchia su caprette e monti. Ma con quel sorriso, uno dei più belli ch’ io abbia mai visto, non mi riesce di condannarla. Probabilmente perché ho una cara amica che me la ricorda tanto. Io, forse prima che la cara amica nascesse, a Sanremo '82, quello di C’ è  (...con lo sguardo  di quella che poi / ecco che / ha deciso già tutto tra noi / e mai più / avrei detto che quello che cerco da tempo eri tu / con quegli occhi di mare più blu... ) tifavo per lei e per Lene Lovich. Potrei dunque dedurne che la cara amica è semplice risultato di una sorta di transfer. Le confesserò il tutto, non appena la rivedrò. Presto, mi auguro, dal momento che lei vive poco sotto quelle montagne che mi aspettano.

 

Oltre quelle stesse montagne, invece, si trova (sempre a proposito di bei sorrisi e di occhi di mare più blu) quello svaporato di Nato. A lui dedico il video qui sotto, da tempo promessogli. È la testimonianza di una vera, a modo nostro, storia d’ ammmore. Gli ingredienti principali sono piccoli frammenti di una storia tanto recente quanto già apparentemente lontana. Conditi da malinconici arpeggi (Cirilla Corvo ailàviù.) Lo consegno, bello grondante di fradicia nostalgia, a queste pagine. Lassù, sulle vette di quelle montagne, griderò forte il suo nome. Sorvoleranno il Danubio, oltrepasseranno i confini austriaci e una volta assaltato il capoluogo bavarese non potranno che confondersi tra le stordite eco dei suoi pensieri. Pensieri, poi... Vabbe'; sappia che in tutto quel casino ci sono sempre anche i miei, per lui. (...proprio tu / che amore questo amore pazzo  tu / proprio tu / e gira tutto il mondo / e in testa tu / solo tu / l'amore vero non si spezza più / solo tu / ti stringi più vicino / in due sul mio cuscino / sognando la campagna / il sole il grano l'uva bianca e il vino...) E adesso insulina.

Oggi si parte. 

 
ditato da: IlDitoArCulo alle ore agosto 30, 2007 11:33 | Link | commenti (17)
dito/i:indice, anulare, pollice, mignolo
lunedì, 27 agosto 2007

Sabato scorso è stato il compleanno della Regina. Ha ricevuto me e poche altre dame di corte, sul tetto della sua dimora, mentre sfrigolava, madida e radiosa, quantità industriali di spiedini di carne. Poterla ammirare, giunta a cotanto traguardo, assolutamente intatta nella sua stupida, ridanciana, briosa ed inebriante joie de vivre, è stato un toccasana. Se non altro perché nonostante tutto, se la ride. È un toccasana per uno come me, che tende ad imputridire negli acquitrini della nostalgia. Per il quale l’ orologio non fa tic-tac, ma TUK!-TOK! Per uno pel quale il cotanto traguardo sarà annunciato dal suono rintronante di un enorme GONG. Suonato da un boia, ovvio. Ma c’è ancora tempo, per fortuna. Anzi… ci sarebbe.

Ho la fortuna di un ottimismo sfociante nelle più assolute cecità, sordità. Sensi che riacquisisco temporaneamente a suon di GONG. I problemi, io, non li dimentico. Né fingo che non esistano. Sfarfalleggio, demente, per le praterie del mondo, in perfetto stile lauraingòls. Le bollette, ad esempio, esistono solo quando arrivano le ingiunzioni di pagamento, il rosso in banca solo quando ti bloccano tutte le carte, un tumore solo quando ti ha già divorato mezzo organo. (Seguono copiose grattate lì.)

In sostanza: il drammatico traguardo dei 40 anni, mi destabilizzerà giusto il tempo di tirare un paio di somme esistenziali. Ragion per cui avendo sempre avuto la media del 4 (scarso) in matematica, tornerò assai rapidamente alla mia età cerebrale. Che poi è identica all’ attività: 0.

Indi per cui, sovvertendo la mia regola numberOne che recita: non rimandare domani quello che puoi già rimandare adesso, è deciso che oggi io compio

40anni

Letto, confermato e sottoscritto oggi, 27 agosto, nell’ anno 2007, alle ore 13:05. Così per un anno e quattro mesi sto a posto. Costretto una volta tanto a vivere proiettato in avanti, invece che costantemente con le spalle girate ai treni che passano e ai soli che sorgono.

Una favola sto. Come se ancora non li avessi. Da oggi sarò ciò che mai sono stato: vergine. Ascendente sgorbione. Declino ogni responsabilità alle stelle, cercando di capire chi in realtà sono, dimentico di quello che, sbagliando, ho sempre pensato di essere, senza tra l' altro sapere chi in realtà io fossi. Comunque profondamente sbagliato. Ciò che più mi ha colpito, nel profilo del nuovo dito (per quanto si possa essere nuovi a 40 anni), è stato il seguente passaggio:

È abitudine consolidata pensare di te che sei ordinatissimo, ma ricordati che sei un Vergine doc anche quando vivi letteralmente nel caos, in mezzo a una confusione, però, che appare tale soltanto agli altri. Eh già, perché tu sai perfettamente dove sta ogni cosa, solo tu puoi scovare lo spazzolino da denti sugli scaffali della libreria o il rossetto o la cravatta tra i vestiti fuori stagione.

In effetti il mio disordine è concepito per tutti quei poveri malcapitati che sguinzaglio, con successo, a caccia degli oggetti –chiavi, telefono, portafogli, testa, minchia- che nascondo doviziosamente. Vedi il telecomando nel freezer o gli occhiali sugli occhi.

Inoltre:

La tua memoria di ferro e lo spirito d'osservazione fuori del comune che ti caratterizza ti permettono di capire a fondo le situazioni e di elaborare strategie d'azione sia nella vita privata che nel lavoro. In questo campo sei uno stacanovista o, meglio, sei incapace di startene tranquillo senza avere la mente impegnata in qualche attività stimolante. Un forte senso del dovere ti spinge a essere diligente, pignolo, insomma, un perfezionista. (contributo audio.)

Mi inchino comunque al nuovo tema natale. Ché tanto c' è sempre l' astro dietro ad ogni disastro; lune (coglioni) che girano, stelle (tette) che cadono, pianeti (stronzi) che appaiono… non se ne può davvero più. Musica.

 
ditato da: IlDitoArCulo alle ore agosto 27, 2007 16:17 | Link | commenti (16)
dito/i:pollice, mignolo
sabato, 25 agosto 2007
cioè
QUI.
ditato da: IlDitoArCulo alle ore agosto 25, 2007 14:52 | Link | commenti (4)
dito/i:anulare
giovedì, 23 agosto 2007

...mi aggiro tra gli oribbili open space di questi claustrofobbbici blocchi de cemento. Noto certe meste facce, stinte e sbiadite. Che manco salutano. Che capisci perché siano rimaste in città.

In questi giorni in cui non c’ è uno stracazzo da fare, sovente mi reco ar cesso. Ché l’ acqua elargita dalla big big, huge huge azienda, è diuretica che dio se ti ci manda.

In questi giorni in cui non c’ è uno stracazzo da fare, nello specchio der cesso, mentre sciacquo le mani sulle quali mi sono mezzo urinato, noto una mesta faccia stinta e sbiadita. Un saluto di-dal riflesso. Capisci perché sia rimasta in città.

In questi giorni in cui non c’ è uno stracazzo da fare, mi rinfranco al pensiero che presto, tra circa 13 gigadays, sarò ad heidiggiare tra le montagne del sudtirolen. A fare miao alle caprette che fanno ciao.

In questi giorni in cui non c’ è uno stracazzo da fare, mi aggiro tra i bellerrimi open space di questi coloratizzimi blogghi in fermento. Leggo certe leste minchiate, che dopo due righe: next.

In questi giorni in cui non c’ è uno stracazzo da fare, fermento solo minchiate. Next.

In questi giorni in cui non c’ è uno stracazzo da fare, scrivo now di una persOna che non è più qui, ma lì. Ho appena ricevuto un suo semesè, da lì: Ciao patata. Ti ricordi di me? Sono la tua amica bella e grassa e da oggi tedesca. Bacio forte forte.Ecco. Da questo momento sono ufficialmente in lutto, per via della dipartita di quel fantastico caso di oligofrenia (ah no?) conclamata del mio compagnuccio di merende. Sebbene esso abbia lasciato Roma & me 10 gg. fa, per vacanzare un po’ con marito, parenti ed amici, in quel di NY, il lutto scatta oggi. Ché al contrario, dovrei motivare il fatto che non ne abbia fatto ancora il minimo cenno nel bloggo. Ché poi gli prendono certi attacchi di panico e mi dimagrisce improvvisamente di un paio di etti. Ché già ha dovuto lasciare il paese, con il sottoscritto incoronato, justice is done, come unico & solo Imperatrice di Burraco. Favola, comunque hai fatto qualche piccolo progresso; ora hai la stoffa per diventare un eccellente dilettante, hahaha … ( I miss U darling ).

In questi giorni in cui non c’ è uno stracazzo da fare, entro nella home di splinder e clicco alla cazzo su profili e blogghi. Tra svariati yaaawn, frequenti uffff… e non senza sporadiche grattate ai coglioni,  le sorprese non mancano. Poi mi stoppo ché sennò, quando finiranno questi giorni in cui non c’ è uno stracazzo da fare, come stracazzo farò a leggerli tutti?

In questi giorni in cui non c’ è uno stracazzo da fare, noto che tanti, ma tanti blogghi sono assai noiosi. Noiosi blogghi, ovvio, di certe meste facce, stinte e sbiadite. Che manco salutano. Che capisci perché siano rimaste in città. Per la cronaca, tra circa 13 teradays, me sarà heidi miagolante tra caprette ciaolanti.

In questi giorni in cui non c’ è uno stracazzo da fare.

ditato da: IlDitoArCulo alle ore agosto 23, 2007 13:51 | Link | commenti (13)
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martedì, 21 agosto 2007

In ufficio non c’è uno stracazzo da fare, o quasi. E noi consulenti esterni (vedi: miseri e pulciosi interinali) possiamo mica prendere tutti le ferie in agosto. In ferie c’abbiamo mandato il collega minchiOne, con la O più larga che ci sia. Quello che, ne siamo certi senza prova concreta alcuna, essere raccomandato da qualche magnate della big company per cui, teoricamente, lavoreremmo.  Costui non fa un’ emerita minchia e non comprende un insigne cazzo. E quel poco che accidentalmente fa, lo fa col culo. (Poi, con questo gergo, uno si meraviglia che le chiavi su shinystat siano queste). Infine, cherry on the shit, prende addirittura qualcosa più di noi, in busta paga. Ma noi, che siamo esseri superiori, dall’ animo nobile come il vinello in brik del discount (vedi: enormi pirlas), lo abbiamo convinto a prendersi le ferie ad agosto, davanti ai suoi increduli occhi che annaspavano alla ricerca delle telecamere nascoste. Verità invece è che non avremmo potuto tollerare di vederlo per un ulteriore, intero mese a non fare una sega. Perlopiù legittimato.

Devo ormai risalire a 15 anni fa, per rievocare le mie ultime ferie di agosto. Code ai check-in, sit-in alle biglietterie, ingorghi autostradali e grigliate ai caselli; questi sconosciuti. I tiggì agostani blablano su grige immagini di serpentoni in gomma e lamiera. Io invece posso uscire, dopo il tiggì, e parcheggiare davanti alla Fontana di Trevi. La mattina da un polo all’ altro, per andare in ufficio, 15 minuti netti. E ci scappa pure un rapido rifornimento, con il lavavetri della stazione che ti passa persino la cera sui vetri, la colazione al bar aziendale e la sigaretta, prima di appassire pel resto della giornata tra questi avvilenti blocchi di cemento.

Il nuovo ufficio (pel quale siamo assai invodiati, in quanto unici a non risiedere negli infami open space coi vetri sigillati) ha una finestra che affaccia sul piazzale del parcheggio aziendale. Oltre e sul quale sovrasta il muro giallommerda del blocco di cemento a fianco. Insomma; finire dal quartiere Coppedè a Tor di Quinto è stato comprensibilmente traumatico. Ma se non altro la nostra stanzetta isolata dall’ enorme colonia di pingue e blateranti creature, ci risparmia il tristissimo scenario fatto di squilli, bi-bips, tic-tacchettii e costante, sommesso cicaleccio.

In questi giorni, fortuna, godo della presenza di Mas. Torno a casa e mi accoglie con le sue enormi tette ed il suo infinito sorriso. Fumiamo, beviamo, mangiamo e burrachiamo (vinco) ascoltando musica. Oppure guardiamo un film. Spalmiamo i nostri uicchends sul divano, tra vizi e dissolutezze varie. Manca solo che si trombi. Ma lei ha l’ amante in sud di Francia, mentre io i sensi nel Circolo Polare Artico. Ci scopriamo (con la r) stanchi. Sorprendentemente stanchi. I nostri mattini sono immersi nel fragoroso silenzio infranto da qualche cip cip, miao miao e bau bau. Si sta sul balcone a sorseggiare caffè e latte macchiato, con il pacchetto di sigarette sul tavolino. A naso insù verso il cielo. A sorprenderci di questi colori che sono così stuporosamente troppo reali ed irreali... come si fa a spiegare. Reali, ma irreali. Boh.

Mas sussulta in ripetuti sospiri. È felice qui, si lamenta. Si lamenta ché la sua vita da troppo tempo ha la spia in stand-by. Il disagio di vivere in un paese che, sostiene, non ama e non l’ ama, non riesce di soccombere, non del tutto, innanzi al pur immenso ammmore che prova, ricambiata, per l’ amante in sud di Francia. Che moglie balzana (non) mi sono scelto. Ma quanta pazienza rivela nel sopportare le mie oscillanti altalene. Certi giorni prenderei a calci in culo l’ intero mondo, lei compresa. Ma non è l’ intero mondo (lei compresa) la causa di tutte queste mie lune un po’ sbilenche...

14-08-07 12:35 * I just wanted to say thank you for being my friend.

No. Thank you.
ditato da: IlDitoArCulo alle ore agosto 21, 2007 13:25 | Link | commenti (12)
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