Il mio blog sembrerebbe un blog apolitico. Dovessi buttarla (la patonza) sulla politica, potrei però affermare: destra, come la mano con cui mi amo; sinistra, ove il mio cuore batte. Quindi, considerando che sovente scrivo di pippe e sentimenti, il mio è già un blog ad alto contenuto politico. E comunque mica lo so se si ama di più con la destra o con la sinistra. So che la pippa è comunque un gran bel sentimento. E che io sono e sarò sempre un sentimentale. Sic.
Chiusa questa dissennata premessa, passo all’ennesimo capitoletto di questo scandaletto scaldaletto di vallettopoli e paraggi. Sesso, soldi, droga, barche, troie, trans-troie, intrighi, ricatti. Mai citati, li aggiungo indi io, i froci. In fondo siamo stati i viziosi e perversi untori dell’ultimo ventennio del secolo scorso; oggi siamo pressoché orfani spogliati di ogni peggiore considerazione. Meno insulti, pregiudizi camuffati, addirittura discolpe senza richiesta alcuna di amnistia. Inoltre saremmo, ma è ancora in via di definizione, persone come tutte le altre. Sì, quelle normali. Però sia chiaro: per i diritti non vi allargate... che detto ai froci, ahah. Fa ridere.
Il nuovo trend è uno, e ha un nome esotico: trans. Detestando l'essere discriminato da qualsiasi discriminazione, ho provato a sentirmi pure un po’ trans, ad esempio depilandomi le gambe. Ma con le gambe tutte lissie, mi sono sentito solo un' anguilla scuoiata viva. Essendo nato non lontano dalle Valli di Comacchio, so di cosa parlo. Pare, comunque, che questi trans siano parassiti che “vivono e si riproducono” in torridi vivai e languidi giardini di poveri uomini ricchi. Spesso si tratta di politici, presidenti, industriali. Mi chiedo chi succhi, e di più.
“Non sono il deputato del festino sullo yacht a Capri”
“La coca, il trans; sono contro la mia cultura contadina”
“È un’indecenza, il tentativo mediatico di dimostrare che non sono una persona per bene”
Quel dimostrare, a me, è proprio balzato agli occhi. Il ricorso a codesto verbo pare indice di scarsa avvedutezza. Probabile che il mio pensiero sia circoscritto dai preconcetti, ma l’istinto mi fa diffidare circa chi eccede in urlanti arringhe difensive spiattellate a caratteri cubitali sui giornali. Anche nella vita, inarco il sopracciglio e arriccio il naso, quando qualcuno “giura che…”, o “mi garantisce che…”, o ancora “mai e poi mai…” e via dicendo. Non ricordo di essermi sbagliato, quindi mi darò dello smemorato. Del resto sono uno che non dice mai. Mai.
Lo scorso anno, in piena campagna elettorale, vicino al mio ufficio fu montato uno stand dell’Udeur. Una ragazza molto lebiondetreccegliocchiazzurriepoi mi porse un opuscolo. Lo lessi durante il tragitto del tram. Ricordo le varie paginette tempestate sapientemente del lemma “famiglia”. Come becchime cosparso per l’aia. Risaltava istantaneamente la scelta del supporto iconografico. Il terzetto o quartetto “normotipo”, che vive a Lallalléroland, col dente bianco fluo spalancato innanzi al tuo muso grigio e provato. Insieme a sacchetti della spesa da dove spuntano puntualmente una baguette, il ciuffo di sedano e l’ultima playstation. Dunque pensi l’abbiano scroccata dai depliants dei 3x2 di auchan.
Laddove le intenzioni siano losche e rapaci, si schiaffino in bella vista tre quattro paia di arcate dentarie, di diverse misure. Il messaggio giungerà, come per magia, rasserenante. Pressochè pulito. Chiedi pure fino a 4.000 euro per pagare gli arretrati delle bollette, o per comprarti il megascreen al plasma. Non farti cogliere da attacchi di panico. Gli sciacalli sono comprensivi e cordiali. È facile; ti chiedono zero spiegazioni ed una quindicina di firmette veloci veloci. Fantastico.
Come, dunque, non comprendere la preoccupazione della persona per bene, di cultura contadina e, aggiungo, paladina sostenitrice e protettrice della sacra istituzione della famiglia? Si può aspirare, per esempio, al Senato a vita, frequentando luccicanti droga party e succhiando parassiti di dubbia sessualità? Senza, tra l'altro, non aver ancora commissionato stragi o sovvenzionato attività illecite di stampo mafioso? Ma chi cazzo vota la gente, dico io?