
Hola…welcome back… Controllai alle sue spalle, ma non vidi alcuna ombra di Mas, quindi mi lanciai tra le sue braccia, in un bacio appassionato. Le nostre lingue s’intersecarono disegnando vorticose geometrie all’interno delle nostre umide e vogliose cavità orali. Le mani scendevano e risalivano freneticamente lungo le linee dei nostri corpi, mentre i nostri sessi rischiavano di esplodere, oppressi dentro gli indumenti troppo stretti…
Boom.
Stretta di mano vigorosa e maschie pacche sulle spalle. Era solo. Ma l’ avrebbe aspettata lì. La scureggiona. Mi parlò del trasferimento a Roma. Soprattutto sparò cazzate nel suo slang. Ridevo, sebbene non capissi un bitte . Lo feci accomodare ad una postazione, dove restò svariato tempo, in vana attesa della sua fucking dolce metà. Infine, arresosi, disse che sarebbe tornato al suo hotel, ad Anzio.
Nel pomeriggio arrivò Mas. Glaciale, impenetrabile. Le feci presente della visita ricevuta la mattina. Lei sbarrò i suoi occhi verdi; il suo viso si irrigidì raggiungendo lo stadio di pietrificazione. Con voce ferma, netta, decisa, quasi robotica proclamò: Io non sto più con lui. Io non voglio più vedere. Pazza, pensai… Ok, sorry. He didn’t say me that… risposi.
Mas estrasse da una borsa il suo notebook affinché lo connettessi alla rete. Infilato il cavo, mi accinsi a configurare i parametri necessari. Mi mossi con la sicurezza tipica con cui ci si può muovere, una volta entrati di soppianto in un ambiente completamente buio. Ma come per magia, in un batter di ciglia, riuscii nell’impresa di rendere il notebook absolutely out of order. Si disperò non poco, le mani sul viso, gemiti e sospiri in loop. Mi meravigliò il suo non prendermi a male parole. Non mi restava che offrirle una postazione gratuita pel tempo necessario, pel ripristino della sua macchina.
Nelle settimane successive, presenziai alle deliziose schermaglie tra questi due individui così difformi tra loro. Una lunga storia, una convivenza tra due esseri realmente distanti anni luce. Un uomo perdutamente innamorato, ma perdutamente inaffidabile. Una donna perdutamente innamorata, ma perdutamente determinata. The end. L’ispanico e la sua coda tra le gambe, lasciarono Roma al suono di una marcia sconfitta. Egli mi confidò, prima, una manciata di romanzeschi propositi. Che non mantenne. Era, come già detto, perdutamente inaffidabile. Ma nulla avrebbe potuto comunque, dinanzi all’inesorabile risolutezza di Mas. La quale cominciò a frequentare quotidianamente quello che, da lì a breve, fu da lei, con mia compiaciuta approvazione, definito the Worst Internet Point in the World.
Negli ultimi anni avevo perso tanto di quell’idealismo con cui costruivo castelli in aria. Con cui camminavo su tappeti di nuvole. Quel periodo era scandito dai tristi steps involutivi in una relazione intensa al sapor di schiaffi, insulti e sputi. Un triste trascinarmi che mi rendeva infelice e scioccamente inerme. Me ne allontanai, ma solo per essere inseguito. Come mi ero allontanato decine di volte. Per essere puntualmente inseguito. Quella volta lui, però, corse nella direzione opposta. E mi ritrovai solo, nelle sabbie mobili. Una mano per uscirne me l’ha tesa anche e soprattutto Mas. Con la sua concretezza. Con il suo buon senso. Con il suo prendere per il culo il drama. E con la sua capacità di acchiappare la vita per le palle. Piegandola alla propria volontà. Ai propri precisi obiettivi. Ci si affacciava al nuovo anno; a quel 2003 che mi avrebbe stordito a suon di eventi ed emozioni. Belli e brutti. Comunque irrinunciabili…
continua…
dito/i:x-hosposatounamericanascema









