Questo è un post pro-natale. Eccheppalle, appunto. Dicevo: eccheppalle (appunto) questa cosa dell'odiare il natale, di voler fare a tutti i costi quelli trasgressivi und controcorrente. Tanto aiè poch da fèr; per quanto si lotti, non si può pagaiare in salita un torrente (controtorrente). Ci avessi i muscoli, almeno.
Il natale è bello. Il natale mi piace. A natale si mangiano tante cose, le stesse cose. A natale si dicono poche cose. Le stesse cose.
Ho ripescato questa fotuzza, che mi ha ispirato il titolo di codesto post. Lo scatto è risalente al millenovecentoefatevilicazzivostra. Scuola materna. L'ho ripescata e ho riso. Se penso che gli ultimi 3/4 natali li ho passati a sgocciolare lagrime nel brodo dei tortellini, a sfrantumarmi i coglioni sui torroni e a farmi endovena di pandori, tutto ciò ha del miracoloso. Ma come detto, io adoooovo il natale.
Io somiglio tanto al mi' babbo. Oggi più che mai...
Papà, hai detto alla mamma che ha chiamato zia Regina?
... ...
Papà?!? ...
... e quando ha chiamato?
Mezz'ora fa, mentre la mamma era a messa. Ti ci ho fatto parlare, ricordi?...
Segue espressione di cui foto sopra.
Seguono ghignate sadiche della mamma con intermezzo di: O poveretto, sei proprio da buttare. Un catorcio. Hi hi hi.
La mia mamma ride anche alle battute (?) di Carlo Conti. Ma è natale. E a natale, si sa, siamo tutti più cretini.
24: in preda a becere smanie consumistiche, ho acquistato regali per la persona che amo di più. My, myself and I. Mi sono recato da Nannucci, in via Oberdan, e ho dilapidato ben 50 euri in cd apparentemente sfiziosi. Röyksopp, un vecchio di Moby, e quattro compilationz (di schiaffazzi -ndbrule da comm. #5- ...chi la diceva questa, pure? ezio greggio? o enzo braschi?... mamma?!?): una di pop anni 80 (Talking Heads, Blondie, Abc, Thomas Dolby, M...), una di tormentate bands vichinghe, una scortico-acustica, una di pop indie ed una di remixes molto dance. Infine, per i nipotastri, un veloce pensiero al bancomat. Accatitev'illi, e compratevi quel che stracasso vi pare.
Ieri sera, appoggiata la valigia, ricevuti un paio di amici, sorseggiato un infuso di camomilla, miele e vaniglia (la vaniglia è natalizia) e fumata una cosina piccina picciò, ho inserito la compilation pop indie. Titolo: They'll have to catch us first. Etichetta: Domino. Anno: 2006. Price: less than € 6,00. Il booklet recita, tra le altre cose:
Come and check out our bag full of swag: we have for you some tasty exclusives from the spring collection: e bla bla bla. Poi: this a solid gold investment opportunity and we'd like you to share the loot. Crime pays!
Ho fatto le 02:00 a.m. immerso in belle ambientazioni; soggiogato dalle suggestioni evocative di indie bands che scimmiottano apertamente cose del passato più o meno remoto (Franz Ferdinand/Beatles, Psapp/Moloko, Clearlake/Smiths...)
A quel punto è suonato un campanello. dlìn dlòn.
Segue espressione di cui foto sopra.
Ho lì capito che per me il natale era cominciato lì. Durante quelle prime ore del 27. Durerà fino al 7/12 dell'anno venturo.
Finale sulle note di Happy Xmas, nella fantasmagorica versione dei Pooh(ah).