Premessa: lo so, qualcuno lamenterà l'essere, codesto post, l'ennesimo atto esibizionistico di codesto narcisista. Ma in fondo che ci posso fare se sono così tanto bellA? Quindi piatti ricchi e generosi di cazzi mia a chiunque si presenti a questa mensa. Ne sono rimasti un po': chi fa il bis?
Ieri sera, tornando a casa, ho affrontato l'ennesima e selvaggia guerriglia contorsionistica al fine di entrare, mediante spinte e calci in sottovuoto, sull'agognato mezzo pubblico che mi riportasse nella mia nuova, splendida ed arancione magione.
Ebbene, salito per un soffio, assumo l' usuale posizione yoga detta a morsetto, al conseguimento di quel gioco di equilibri che eviti l'altrimenti auspicabile tracollo sulla vecchietta di turno. Naturalmente alta poco meno di un crodino. Un tizio riesce ad inserirsi durante la chiusura delle porte. In qualche modo trova anche lui la sua posizione. Praticamente addosso al qui presente scrivente, che tra un om e l'altro si accorge che la mano del tizio è proprio lì. Davanti. Sì, sul cazzo. Penso a natoridendo e mi dico FA' 'A VAGA... Indi: Om... om... om... ma... qualcosa si sta muovendo o è un'allucinazione?
No, no... il malandrino tasta bello tosto il mio pacco, approfittando della situazione dispersiva e del rincoglionimento generale. Io faccio davvero 'a vaga, assumendo l'espressione più apatica ed assente ch'io ricordi. Ispirandomi ad un qualsiasi film con Ornella Muti. Ma il tizio non demorde; io lo lascio fare fingendo di essere più interessato alle pubblicità esposte sopra i finestrini ("diventa concierge, cameriere ai piani o aiuto cuoco"... ok, chiamerò il numero verde). L'agonia durerà al massimo tre fermate. Posso resistere... o addirittura potrò strabiliarmi di fronte a quanto ( e dove) egli potrà arrivare?
Accontentato subito: il voglioso tizio parte per l'avventura, alla scoperta del sottobosco. Imbocca deciso la via della cintura, per insinuarsi come un'anguilla tra le carni di questo povero ragazzo che non vede altro che l'ora di diventare un tutt' uno con il suo bellissimo divanone arancione... No, divanone arancione: io sono tuo e solo tuo. Costui non mi avrà. Never.
La mano è ora tutta dentro e un po' accarezza, un po' tormenta istericamente una sorta di timida lumaca in letargo. Ostento un sorrisetto beffardo della serie: è il posto sbagliato, il momento sbagliato, nel periodo sbagliato. No, non intendo le mestruazioni. Ah, dimenticavo: anche tu sei la persona sbagliata.
Si aprono le porte sul marciapiede lungo e stretto della mia fermata. Sento già l'odore di casa, mi giro verso il tizio con una bella faccia da cazzo: dovrei scendere, io. Sfila via la mano come se lo avessi beccato solo in quel momento sul barattolo di marmellata... vabbè; che infelice paragone.
Sulla strada di casa mi pongo alcune quesiti esistenziali. Come mai certi avvenimenti si susseguono frequenti in certi periodi piuttosto che in altri? Sono davvero sticazzo-de trigoni o quadrature con annessi pleniluni più la solita Venere de-straminchia che entra nel segno senza nemmeno bussare?
Solitamente sono uno che si fa molto i cazzi suoi. Difficilmente mi si avvicinano persino nei locali. Per via della mia aria tenebrosa da bulldog minaccioso. Sarà per la disperazione? Per il cercare di uccidere il tempo? O per rendere più gradevoli i disagevoli percorsi cittadini?
Essendo tre motivazioni del tutto plausibili è con piacere che annuncio a tutti i signori, ma anche alle signore:
tram 19 (sometimes bus 3) dal lunedì al venerdì:
mattina: fermata Via Scalo S. Lorenzo, ore 08:20-08:30 circa
pomeriggio: fermata Piazza Buenos Aires, ore 17:20-17:30 circa.
SERVIZIO COMPLETAMENTE GRATUITO
Postmessa: Per chi desiderasse o addirittura non dormisse la notte circa gli sviluppi della vicenda di 2 posts ago, posso solo render noto che la niña que emprende l'ho reincontrata due volte. Entrambe le volte ero però assieme alla collega Red Menopause, starnazzante più che mai. Tenendo conto che la suddetta collega viene additata da chiunque, sur le tram, come la scema pazza che starnazza ad ogni cazzata che il sottoscritto proferisce. Ergo starnazza sempre. Scuotendo la sua riccioluta e sanguinolenta criniera. Quindi non ho ancora reso la giarrettiera... e forse non lo farò... intravedo la possibilità di donarla ad un futuro incontro, il quale potrà indossarla degnamente, senza spaccarne elastico e cuciture.
dito/i:indice, alluce








Quotidiane e copiose giungono lettere ed e-mails di curiosacci che bramano infos about colei che sta allietando la blogosfera con i suoi racconti di vita così densi, eppure svaporati; così eccitanti ma non basculanti. Ed anche così sibilanti, bensì accidenti. 


