Eccomi reduce dal uicchend lassù, appena sotto il Po. Nella città delle tre T. Totani, Toasts e Turaccioli. Ho tergiversato per mesi e mesi, prima di salire. Non mi son lasciato vincere dai sensi di colpa. Ho lasciato che tormentassero i miei sonni. Che sfogassero liberamente in ascessi anali, in verruche ascellari e febbriciattole mostriciattole.
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Accade però, a fine ottobre, che la mia nonna ciocio-romana sia sull’ennesimo letto di morte. Che, dunque, la mia mamma ciocio-bolognese voglia accorrere al suo capezzolo. Ah ah ah. Lascio intuire alla mia mamma che possiamo travasarci in un saliscendi. Giungo perciò nella Turrita city alle 21 circa di venerdì e le lancio il testimone. Indi mammà salpa sulla prima eurostella dell’alba.
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“Queste sono le medicine: questa la mattina, questa dopo pranzo, queste alle 16 con il thè e queste gocce prima di dormire.” Istruzioni per il babbo devastato dagli ictus. “Questi sono i pannoloni per il giorno e questi quelli per la notte.” “Non lasciarlo solo.” “Accompagnalo verso le 11 al parco, fallo sedere sulla panchina all'ingresso e torna a prenderlo verso mezzogiorno.”
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“Mamma?...” “Dimmi.” “Già mi manchi...”
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Mi son sempre lamentato che i miei soggiorni nella town Tortellinesca fossero tutti uguali. Con me che salgo, che fagocito affetto e cibo, più cibo che affetto, per due-tre giorni. E che plano, a mo’ di mongolfiera obesa e lamentosa, su Umbria e Toscana. E invece, stavolta, una bella merda. A proposito…
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Nel cambiare i pannoloni al babbo infartuato, ho scoperto cose inedite di lui. E quindi di me stesso medesimo. Cosa ho ereditato da costui, per esempio. Le chiappe mosce. E cosa no. Un’invidiabile dotazione.
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Domenica, il babbo rinco ed il qui presente rimba, hanno fatto una gitarella rapida nella campagna della provincia verso Ferrara. Una campagna che, con la sua umidità, ti avviluppa come un’anguilla languida. Destinazione: casa del fratello mediano. Ritrovarci orfani di madre, nella sua cucina a spignattare una sorta di pranzo insieme, mi ha dato l’ennesima riprova di quante sorprese riservi la vita. Ieri ci fracassavamo denti. Oggi friggiamo cotolette. Together.
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Il fratello mediano, ha comprato casa in questo semisperduto borgo di campagna, un po’ isolato. Quattro case, un bar piccolo piccolo, un campanile alto alto. Il maresciallo. Il prete. Sembra una fiction rai o mediaset. Il suo appartamento è un'ordinata, asettica baita tirolese, dentro un'antica e padanissima casa colonica, completamente ristrutturata. Solo che se ti affacci alla finestra non vedi Heidi e le amiche caprette che ti fanno miao. Al massimo boazze sparse e qualche esercito di zanzare tigre che si schiantano a mo’ di kamikaze sulla previdente zanzariera. Tiè. ‘ste stronze...
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Garganelli panna e pomodoro, le suddette cotolette, più le patate fritte. Il tutto innaffiato da un Cabernet Sauvignon proveniente dal Kosovo. Giuro. Una bottiglia anche piuttosto pretenziosa, a giudicare dall'etichetta. Peccato che non avessimo dell’erba da condire.
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Tornato a Tettonopoli, ho parcheggiato il pater barcollantis su una stabile poltrona. Di quelle che per alzarsi occorre invocare
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Menu serale: Pizza con mozzarella. Pizza con patate e salsiccia. Pizza con peperoni. Pizza con carciofi, olive e provola. Per chiudere in leggerezza un bel uicchend breve ed intenso. La mamma ritorna ed è gran festa. Il babbo scodinzola e si fa la pipì sotto. Ma il pannolone non è, penso ormai, più questione mia.
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E l'ultima eurostella della sera mi riscende giù. Mentre qualcosa in the groppons sale...
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A me, mi chiedo, il pannolone chi lo cambierà? ...
dito/i:indice, mellino











1.Al supermercato, ieri pomeriggio, una signora anzianotta cercava disperatamente non Susan, bensì la sua acqua minerale preferita. "Quella di miss italia, voglio.... come si chiama?... io bevo solo quella...". Plin plin?. Sebbene io segua la fiumana delle offerte speciali, ciucciandomi aussi la varecchina, pur di risparmiare, per un periodo bevevo solo un eau minèrale effigiata, sulla plastichetta esterna, avec l'immagine troneggiante di una faccia da muffa rafferma. Ora che mi sfugge il nome, dell'acqua intendo, fossi in un supermercato potrei urlare: "Scusi, dov'è l'acqua di pippo baudo? Io bevo solo quella...". No. Piuttosto chiedo dell' acqua-pippa.