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Maialini Ar Culo

Il Dr.Psycho dice che sono una merda
Scopri cosa dice di te su http://psycho.asphalto.org/test/.

venerdì, 30 giugno 2006

...ad un certo punto, non so come, figuriamoci il perchè, mi trovai in una medina di straduzze e vicoletti, tutti rigorosamente in bianco e nero.

imboccando uno di questi, mi ritrovai a fronteggiare l'ira funesta di un'anziana contadina èstone. al momento credetti russa, o al massimo bulgara. col senno di poi, dopo aver considerato l'opzione ucraìna troppo scontata, convenni che poteva essere solo èstone.

zigomi alti, tra i profondi solchi del viso, svariati ciccioli assortiti, di cui uno, grosso come un cece ogm, alloggiato nell' angolo a sinistra del mento... la tipa della foto qua a lato pare più romena; in realtà è russa, ma non ho trovato di meglio nè su gugòl nè su iahù.

dunque, che puoi fare di fronte ad un'irosa contadina èstone che ti agita contro le mani all'impazzata e parla una lingua (l'èstone, si presume) di cui non capisci un'emerita minchia?

semplice: brandendo un grosso martello (che è doveroso portare sempre con sè, in borsetta) colpirla in piena fronte, più volte, finchè non stramazza al suolo, esangue. così ho fatto.

ora, ovvio,  arriverà la polizia. panico. in certi paesi dell'est si sa quanto siano dure e spietate le forze dell'ordine con i forestieri.

fuggo abbracciato all' ansia, trovo però, durante la corsa, in un angolo insospettato del mio (altrettanto insospettato) cervello, la zelante premura di controllare la quantità di tracce ematiche sull'arma del delitto.

uscito dal vicoluzzo, e girato a sinistra, inforco l'entrata della prima abitazione che trovo. Perlustro velocemente le stanze alla ricerca di... boh, che ne so...

salgo al piano superiore. il silenzio grida, ma non lo sento; solo la concitata apprensione di chi ha la polizia (èstone) alle calcagna, echeggia roboante tuttintorno.

entro in una camera da letto, brutta e squallida come certe camere da letto di certe vecchie case della notoria medina èstone.

finalmente trovo qualcosa, qualcuno. o quello che cercavo, pur non sapendo cosa. vittorio gassman, già canuto ma ancora arzillo, sta per concedersi ad una copula su di un letto della nonna (di quelli alti circa 1 metro e 80, dai quali le nonne scendendo si rompevano anche e femori), con - presumo- una donna della quale non ricordo le fattezze. nella medesima stanza non identificate, nè identificabili, nè numerabili presenze. del tutto irrilevanti. di certo non degne della mia attenzione.

tutto trafelato avviso il buon, vecchio e caro vittorio che la cattiva, vecchia ed incazzata kaia (e diamole un nome) è, credo, morta.

mentre lui pare piuttosto sollevato, io invece mi sto cacando un po' sotto; la brutale polizia èstone potrebbe d'improvviso irrompere minacciosamente e deportarmi in qualche campo di patate dove destinarmi ai lavori forzati a vita... magari spronato a calci in culo (o martellate) da incazzate e vendicative contadine èstoni...

l'ho scampata. sono ancora qui. ma con la coscienza macchiata di un orribile, quanto incomprensibile, delitto.

ditato da: IlDitoArCulo alle ore giugno 30, 2006 15:49 | Link | commenti (13)
dito/i:pondulo, illice, trillice
giovedì, 29 giugno 2006

Italiani parassiti. Titola, per poi scusarsi quel giornale tedesco là.

Ho assistito  a quella trasmissionerai là che va in onda dopo le partite. Quel conduttore là ha un'espressione, oltrechè poco intelligente (as usual), offesa ed inviperita, mal camuffata da un borioso atteggiamento di superiorità. Quegli ospiti là in studio se ne escono con una sequela di motivazioni "storiche", persino extra-calcistiche.

"Ci temono".

"Ci invidiano".

"Gliela faremo pagare presto".

Solo quel cantante là (quello che canta stornelli romani travestiti da pezzi pseudocantautorali, passando dalle serate a balla' co' mamma', all'ammore rubbato) timidamente minimizza: "ma è il parere di un giornalista, non quella di un popolo".

"Vi aspettiamo in semifinale".

"Se ci arrivate".

Pochi anni fa a Berlino, ho sentito... anzi no; mi fu segnalata dai miei compagni di vacanza (battere un colpo, please), una zignorottha che incrociando 'sto gruppetto assortito di masculi italici caciaroni e gesticolanti, ha verbalizzato questa inedita associazione: "Italien! = Mafia!". Al che, su codesta segnalazione, mi girai per ammirarla di spalle e le associai lì-lì un leggiadro: "Germanien! = Olokausten!". Un mio amico, sbarrando gli occhi mi tappò la bocca tardi: "no questo no. non dirlo..." Sempre a Berlino, ho visto coi miei occhi, un ragazzotto passarci davanti, e girarsi per donarci uno sguardo farcito di disprezzo seguito da scatarrata sull'asfalto; a forma di svastica... ein maghen.

Ora... già io sono piuttosto turbato da questo mio sentimento patriottico, che mi fa penare e sussultare nell'afa insopportabile di questi giorni, davanti alle partite della nostra nazionale. E mi sta sul cazzo la Francia, ed anche la Germania. Pure 'sto cazzo de Brazil, tutto samba ed usgesgè-usgesgè. Ma anche la nostra Italietta. E tutto sommato, se l'Italia perdesse... 'sto gran par de cazzi. Però un po' mi rode. Ma perchè, dico. Perchè?

Ai telegiornali ci mostrano questo glande paese unificato da 11 uomini in mutande (con le ascelle pezzate) che corrono dietro ad un pallone, ai miliardi e alle veline. Quanto mi piace la retorica spiccia. Persino negli uffici ministeriali hanno preparato una saletta dove unire tutti 'sti fratelli d'Italia. In una, non ricordo quale, addirittura è concesso fumare.

Parassiti. Chi può dire il contrario? Mafiosi... mi si perdoni, ma quanto stracazzo è vero? Lo vediamo ovunque. C'è forse, ora e qui (ma anche lì), necessità di elencare cose che conosciamo tutti, e che farebbero perdere tempo a me nel digitarle, ed a chi eventualmente si prendesse la briga di leggerle? No, non ce n'è. 

Dico solo, giusto per fare un esempio: poco prima dell'invasione degli USA in Iraq, era un tripudio di bandiere arcobalenate dalle finestre, dai balconi, sui lampioni. Guardavi in alto e ti piovevano minimo tre drappi multicolor in faccia. Giurerei di averne evacuata una, un dì.

"Qui si vendono bandiere della pace".

"Bandiere della pace esaurite".

Cominciarono a rubarsele tra vicini.

Ieri sera mi sono soffermato su Miss Parassita nel mondo... mi divertivo, mentre mi tagliavo le unghie dei piedi, a constatare come, durante delle sfide al televoto, vincessero quasi sempre le squinziette più imbambolettate e scialbe. Comunque c'era 'sta chica naturalizzata spagnola che oltre alle origini italiane, ne rivendicava un'altra manciata ben assortita, tra cui anche quelle libanesi. Il suo discorso "pre-elettorale" era imperniato sul caso della sua famiglia e correlate culture diverse che si sono incontrate, amate e mescolate. Lei, tra l'altro, davvero una bella gnocca con un sorriso radioso, ed un viso enigmatico che testimoniava palesemente la sua bastardaggine... dicono che i cani meticci siano geneticamente più sani, ed anche più intelligenti. Naturalmente l' aspirante miss è stata sbattuta fuori da una fan di Barbie che ha provato a ballare o pattinare, non ricordo...

Comunque la chica bastarda mi ha fatto tornare in mente un film davvero delizioso: "L'appartamento spagnolo". Voglio rivederlo.

p.s.: Oggi, a Roma, è festa dei SS. Patroni (dei nostri _______?). Mi riposo dall'estenuante lavoro che è l'idiota quanto idiotamente necessaria ricerca di un impiego che mi sottragga, encore une fois, alla mia radicata voglia di fare una minchia. Parassita docet.

ditato da: IlDitoArCulo alle ore giugno 29, 2006 14:41 | Link | commenti (9)
dito/i:pondulo, illice, trillice
lunedì, 26 giugno 2006

Ogni anno, al Pride, è un lamentarsi sull'organizzazione, sui carri, sulla musica, sugli eccessi... Io mi son sempre divertito, con tutto che detesto le folle e il frastuono, gli strattoni, i pestoni e le "lumache" di sudore altrui addosso. Ma il clima di inebetito e gaio divertimento che inebria l'aria è qualcosa di simpatico. E va bene tutto, anche la trans rifatta male con le tette di fuori che fa inorridire, per primi, tanti froci*.

Tutti armati di fischietti elargiti generosamente dal carro sponsor di una nota gay community, abbiamo camminato a passo di house, disco, samba e raffellacarrà (è 'na croce, ma va bene così) soffiandoli all'impazzata come cerebrolesi.

Ed intorno la gente incuriosita, divertita. Persino partecipativa. Poi mi rendo conto che il Gay Pride è, in fondo come il Natale. Al Gay Pride siamo tutti frociosolidali. Tanto è un giorno in un anno. Lasciamogli pure le strade e le piazze. Poi, però, tutti di nuovo nel loro ghetto. Insieme al fischietto. Che è stato il marchio della manifestazione di quest'anno. Più del comizio di Vladimir Luxuria tra il Colosseo ed il Circo Massimo, dove il corteo è giunto dopo due ore di "tweeet tweeet", cotto dal sole, stanco e visibilmente decimato.

Quindi perchè inutile lamentarsi "dei carri e della musica" e dimenticare, anzi: ignorare lo scopo reale e finale della manifestazione? E' forse il GP è per molti froci*, un evento che spezza, un giorno all'anno, la routine ed il tran-tran (o trans-trans) del solito sbattersi tra i locali? Io temo che... sì, sia così...

*il ricorso a questo termine non giunga come offensivo; secondo me non è meno rappresentativo del termine "gay"... io tanti "gay" li chiamerei  più "sad". punti di vista, s'intende. sebbene abbia letto da qualche parte, che il significato del vocabolo "gay" si sia trasformato nel corso dei decenni, fino a, se non significare l'opposto, perdere il senso originario. addirittura avrebbe inglobato il significato di "trash"... qualcuno me lo può confermare? ho smarrito la fonte.

ditato da: IlDitoArCulo alle ore giugno 26, 2006 12:22 | Link | commenti (8)
dito/i:pondulo, illice, trillice
martedì, 20 giugno 2006

Venerdì scorso, come ogni venerdì, bivaccavo all'interno del Circolo degli Artisti che il venerdì, appunto, ospita una serata... come dire?... ah sì, diversa. O alternativa.  Si sbevazza qualche drink, si inceneriscono plotoni di bionde,  si scambiano chiacchiere, sorrisi ed occhiate che partono spesso dalle tempie... (chi non capisce chieda e spiegherò).

Parola d'ordine : vacuità. Ma ammetto: a me piace. Per almeno due motivi; primo: il circolo è vicino a casa mia;  secondo: casa mia è vicina al circolo. Indi posso, a fine serata, incrociare una gamba davanti all'altra al passo di giraffa-bradipica poche decine di volte e vomitare comodamente sul mio giaciglio domestico. 

Ogni venerdì sera ascolto qualche centinaio di "ciaaaaaaaaaaaooo" in tutte le varianti fonetiche e snodamenti di ottave possibili: da Amanda Lear a Maria Callas passando per Marta Flavi.

Ogni venerdì sera stringo, immancabilmente e con vigore, qualche pezzo di bollito morto... parlo di mani, maliziosetti che non siete altro.

Ogni venerdì sera provo ad accennare qualche passo di danza su una musica brutta, ma quella è. 

Ogni venerdì sera, proprio quando, grazie all'alcol, gambe e mani arzigogolano libere sulle Destiny's Child o su Madonna, parte "com'èbbellofarl'amoredatriesteingiù". La morte nel cuore. "volaconquantofiatoingola-la-notte-vola". Funerale all'anima. Un venerdì sera hanno messo su un remix teribbbile di un pezzo di Mietta. Ci fu una rivolta degna della stanza della pallacorda.

Lo scorso venerdì, come ogni venerdì sera, vedettavo al centro della gaia ciurma, in compagnia di una delle mie solite "conquiste". Complicata, difficile, praticamente una battaglia persa. Non ricordo di cosa si parlasse. Ad intuito, visto che l'interlocutore sì che lo ricordo bene, potrei azzardare che fosse un tiro incrociato di doppi sensi. Tutti ammicanti e rigorosamente viscidi.

Ma ecco che un'impavida individua armata di microfono, si materializza come per magia dinnanzi a noi, irrompendo nel nostro liquefare verbale. "ESISTE UNA MODA GAY?" chiede. Io penso tra me e me: cazzo di domanda è questa? Ti rendi conto che lo stai chiedendo ad uno squinzietto strizzato in una canotta ed in un pantalone "moda"?  Infine: ti sei data un'occhiata attorno, prima di assaltare il nostro paludoso chiacchiericcio?

Anyway, un po' -mi si consenta l'eufemismo-  ebbro, una forza ignota mi fece rispondere "sì" davanti a domanda "ti va di rispondere?". Gelatone quasi ficcato in bocca, faro sparato negli occhi e l'impavida reporter che mi guarda come se si chiedesse che cazzo stia, il qui presente,  dicendo.

Giustificatissima. Neanch'io sapevo, nè ricordo cosa stessi dicendo. Quando poi, lo squinzietto canottato mi ha detto, sbattendo gli occhioni da trigliona lessa, che avevo espresso dei concetti intelligenti, ho avuto conferma del fatto che erano, appunto, cazzate. Confusamente rimembro il ricorso ad una terminologia "da paura", affogati in una piena torrenziale di avverbi, ai quali ricorro, ahimè, inevitabilmente, puntualmente, smodatamente, incessantemente... ok avete capito...

La terminologia "da paura" comprendeva: "bizzarria", "corpo", "trend" (argh!) ed "ecciuentriciuità". (ec-ciueen-tri-ciui-tà).

Si spegne il faro, mi levano il gelato, mi girano le spalle (una volta tanto solo quelle).

-Hey, su quale mega-scrausa e stra-sfigata emittente del cazzo mandate in onda il mio pregevole intervento?

-Italia sul due, rai due. Martedì prox...

(gulp)

Non mi hanno mandato in onda. Mi hanno censurato.

O forse risparmiato una pessima figura.

Non saprò mai come cazzo sono riuscito (ma c'ero riuscito?) a pronunziarla...

...EC-CIUEN-TRI-CIUI-TA'.

 

 

***postilla: pensavo che di diverso, nel mondo dei diversi, non c'è proprio nulla.

ditato da: IlDitoArCulo alle ore giugno 20, 2006 23:41 | Link | commenti (28)
dito/i:indice, mellino
venerdì, 16 giugno 2006

Le odio. Con tutto me stesso. Odio le code alla posta, alla cassa del supermercato, ed ai colloqui (ma va?). Odio arrivare in anticipo in stazione ed aspettare che arrivi il treno. Tanti i treni presi in corsa. Non pochi quelli persi. Ma va bene così: nulla mi fa più incazzare delle attese. Noia. La noia mi uccide di rodimento generale. Sono un impaziente cronico. Il mio ideale è un mondo sincronizzato ai miei bisogni. Help.

 

postilla: ormai mi rendo conto che nella blogosfera mi hanno, pardon; mi sono bollato come uno sfigato senza lavoro, o lavoratore precario (brule). ma tutto questo finirà... ma quando? arìhelp.

ditato da: IlDitoArCulo alle ore giugno 16, 2006 15:01 | Link | commenti (13)
dito/i:indice, medio
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