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mercoledì, 31 maggio 2006

Metro

Paris Hilton si dà al reggae                    

  

 

  

update: oggi scade il mio contratto. precisamente alle ore 14:00 (mentre scrivo sono le ore 13:32). ancora non si sa nulla. questo significa che questo blog verrà trascurato dal sottoscritto. mi collego solo dal lavoro. è triste e vergognoso dirlo, ma 'sto blog è nato anche per uccidere la noia dopo ore passate su una poltrona davanti ad un monitor a navigare random. mi hanno pagato per mesi senza che facessi nulla. ora che ci sarebbe pure da fare (il blog) pare non mi rinnovino il contratto.

ditato da: IlDitoArCulo alle ore maggio 31, 2006 08:13 | Link | commenti (12)
dito/i:indice, medio, pondulo, illice, trillice
lunedì, 29 maggio 2006

...ma non ti faccio pubblicità. manco se mi paghi più di Megan Gayle.

Odio la domenica. Ok: odio è una parola grossa. Rifo'.

La domenica mi sta sul culo. Profondamente. Le campane delle messa. Odori grassi. Le pastarelle. Il calcio e la formula1. L'attesa del lunedì.

Ma non sarà mai, e questa è di per sè già un'enorme fortuna, come certe domeniche agonizzanti dei fantastiticissimi  anni '80. Me adolescente brufoloso (ma solo dentro, fuori ero 'na persichella) a ballare al Charlie di Vicolo Bianchetti il pomeriggio, e la sera l'autoflagello con Drive In. Non mi faceva ridere (a parte Faletti e D'Angelo che imitava la Carrà), aveva un taglio penoso, ed era l'anticamera degli immancabili e successivi incubi notturni (e nazionali). Compito in classe o interrogazione alla prima ora di lunedì. Ma il lunedì non l'ho mai odiato. Mi ha sempre incusso profondi soggezione e rispetto.

Oggi è lunedì, sono in ufficio e nemmeno devo scaldare la poltrona. Quando si dice lavoro stagionale.

Tornando alla domenica. Ne ho trascorsa una buona metà in un localaccio brutto e fumoso. Pieno di orsoni pelosoni gigioni e gongoloni. Sala fumo, pista, bar, dark su, dark giù, cessi. Tutti in fila. La marcia dei pinguini pareva. Io mi sono sparato 4 birre corrette con gin, ho ballato, chiaccherato, fumato un pacchetto di marlboro rosse (il mio schiaffo alla miseria), e quindi bla bla bla. Fino alle 10 di mattina.

Dopo un sonno di 6 ore, ti svegli alle 4 p.m. con l'idea di quel silenzio estivo domenicale, che è l'unica cosa che salvi della domenica, sebbene ti metta addosso una nervosa e rabbiosa malinconoia. Invece, non essendo ancora estate e nonostante il cielo -oh che cielo- la strada era tutto un brulichio di massaie, mocciosi e T.I.R. ...che domenica non dovrebbero circolare. (I mocciosi e le massaie, intendo).

Birra & Gin, va detto, sortisce simpatici effetti; specie quando sai che puoi darci sotto spaccando il fegato, annebbiando le percezioni e annientando le funzioni; tanto sei, a piedi, a meno di 500 metri dal luogo del delitto. Ma la testa, al risveglio... cazzo, la testa. La tv, non l'accendi. Non esiste. Memore dei consigli post-sbronza di Christine (la mia moglie americana scema) mi sbatto e cuocio due uova col formaggio, e le guarnisco con un cucchiaino di miele. Non avendo sciroppo d'acero. Fantastiche devo dire. Una spremuta d'arancia, un caffè e due compresse di Aleve mi restituiscono ad una dimensione tollerabile in meno di mezzora. Grazie moglie.

Cazzo quanto sta diventando lungo 'sto post.

Velox: leggo su Vanity Fair (la coinquilina contessa ne ha depositata una copia, rigorosamente "scaduta", nel cesso) di assassinii in famiglia, ultimo caso nella depressa periferia romana. Una donna lancia strali contro il marito che, a detta dei nipoti (che si sono lì trasferiti per fare compagnia alla povera zia, che nel mentre cucina, lava e stira per tre) se n'è ito co n'artra. In realtà i premurosi nipoti, per motivi ancora ignoti (si sospetta che ci sia di mezzo... uhm... ah sì una questione di soldi) hanno dato fuoco allo zietto nei pressi di una discarica. Difendiamola, la famiglia. Alè.

Il Papa in visita ad Auschwitz recita: "Signore, perchè hai taciuto? Perchè hai potuto tollerare tutto questo?". Qui mi fermo, non per rispetto, ma perchè sì. E basta.

Serena Grandi si candida non so dove nella lista Mussolini, e ricordando le origini romagnole afferma 'na roba tipo: "mai parlato di politica in casa, però mia nonna diceva sempre: -ah... quando c'era Mussolini...".

Arriva la Monacabastarda: burrachiamo. Mi umilia, ma non mi concede una rivincita. Tipico: questa stronza (la Monaca) ti piomba in casa, urina e/o defeca, scola una mezza bottiglia di qualcosa (ultimamente meno perchè vuole fare la magra, ed io pure), stravince e fugge assennata verso nuove avventure. (In bocca al lupo per stamattina, comunque).

Ok, penso che ormai sia finita. Poi la serata televisiva della domenica di RaiTre (con la e aperta), è pura delizia. "Report" tratta delle convenzioni (ministeri ed enti statali) presso le università, per ottenere lauree a rette scontate e crediti dimezzati. La ciliegina sulla merda.

Rapporti emmemmessuali. "Fortuna" c'è la compagnia telefonica che mi ha regalato 100 mms al giorno per un mese, avendogli io regalato soldi per un nuovo cellulare. Fortuna c'è un ometto conosciuto in chat, mai visto, col quale chatto da mesi, in modo assolutamente sconclusionato e surreale. Da qualche giorno ci intasiamo la memoria congestoniando la rete. Questo lo scambio della serata di ieri. Comincio io.

Ho messo in ordine la camera.

Io mi faccio bello ed esco.

Questo il risultato, immagino...

Ora sono pronto. Come sto?

Quando si dice due chiacchiere tra masKi.

Fortuna c'è la Dandini. Mi addormento sul 'the best of' del suo programma. La Serena ha il pregio di far risultare interessante il banale  e blandamente simpatico lo sgradevole. Ma non ce la faccio. Crollo. Mi ridesto un attimo catturato da arpeggi di chitarra ed una voce sussurrata. Il paradiso esiste, penso. Ma non sono morto; è solo Paola Turci (ma che brava) che canta 'sta meraviglia:

C’è gente che ha avuto mille cose
Tutto il bene, tutto il male del mondo
Io ho avuto solo te
E non ti perderò, non ti lascerò
Per cercare nuove avventure
C’è gente che ama mille cose
E si perde per le strade del mondo
Io che amo solo te
Io mi fermerò e ti regalerò
Quel che resta della mia gioventù.

(Sergio Endrigo)

ditato da: IlDitoArCulo alle ore maggio 29, 2006 10:02 | Link | commenti (16)
dito/i:indice, mignolo
venerdì, 26 maggio 2006

Storia di una Monaca

Vivevo una vita tranquilla, ormai affacciata sull'ultima primavera del vecchio millennio. Nulla mi mancava, ero certo. Vivevo spensierato e travolto, ma mai stravolto, dalla spregiudicatezza delle circostanze e dei  fatti, convinto com'ero che la mia vita fosse un casellario di certezze al completo. Nessun evento, per quanto tale, avrebbe potuto scalfire una sola di esse...

Ma!...

...una sera di marzo, rincasato dopo una terrificante giornata di lavoro, trovai LEI adagiata sul MIO divano, con una MIA rivista in mano, e con il SUO sguardo torvo e scrutante che saliva e scendeva lungo l'asse della mia mirabile statura. Fu un brivido. Di totale, istintivo e spassionato disappunto. Le strinsi, per pura e mendace cortesia, la piccola mano e l'abbandonai lì dove stava. Come il classico, inutile oggetto da 50 centesimi che si può comprare solo dai cinesi. Buttata sul MIO divano. Con la MIA rivista. Sarebbe stato un piccolo incidente di percorso, pensavo; un piccolissimo dito*ar*culo facile da estirpare. Ma cazzo, quanto mi sbagliavo...

Come il più perfido e malvagio dei tumori, si insinuò prima, s'impossessò dopo, della mia fantastica, spensierata e fossile esistenza. Arpionò le radici alle carni del mio essere, ed implacabile irradiò la sua scomoda, stranodorosa essenza tutt'intorno. Indi cominciò a somministrare mirate dosi dei suoi fluidi magici, in un’implacabile sorta di rito voo-doo... io non fui più lo stesso. Non so chi nè cosa diventai. So solo che fui implacabilmente SUO. Come oggi continuo ad essere... fottuta Bastarda...

presto su : HTTP://WWW.MONACABASTARDA.SPLINDER.COM

ditato da: IlDitoArCulo alle ore maggio 26, 2006 18:08 | Link | commenti (9)
dito/i:pondulo, illice, trillice
mercoledì, 24 maggio 2006

A A A cerco ragazzi feticisti di tute acetate e scarpe da ginnastica nike adidas e new balance per lunghe annusate.

Ho prestato servizio per circa un anno, long time ago, presso un motonoleggio (tuttora esistente) situato nella grande piazza dei Cinquecento davanti alla Stazione Termini. Una ripida, dismessa rampa d'accesso alla metropolitana, trasformata in parcheggio per motorini, con in fondo due piccoli box prefabbricati ai lati di un enorme cancello d'alluminio. Sembrava un bunker antiatomico, per come riesca ad immaginarne uno. Boccheggiavo lì sotto, dimenticato e dimentico ai margini del mondo, a disposizione di una clientela che indugiava giù per la rampa corredata del "nostro" flyer in mano e di un'aria tra il perplesso ed il disgustato. Qualcuno spesso, a metà rampa, si piantava e ingranava la retromarcia ai tacchi.

Ai lati della rampa s'innalzano due muri in pseudo marmo, sopra i quali sovrastano grigie inferriate. Da mattina a sera è un viavai di extracomunitari che, come in pellegrinaggio, giungono a rilasciare le loro urine ritti di fronte all'esterno di questi muri. Dopo l'arsura dei pomeriggi estivi, quando il sole comincia a dire "see u tomorrow" (e pure tomorrow saran cazzi), l'aria si impregna, o meglio si ubriaca, di quelle urine stese ad asciugare al sole.

Oltre il cancellone in fondo alla rampa, c'era (c'è) un tunnel, ribattezzato "la grôta", che funge anche da via d'accesso per, nell'ordine: mezzi dei cantieri per i lavori di quello che poi è diventato il Forum della stazione Termini; muletti di un supermercato Conad; fornitori d'olio di McDonald's: bidoni, bidoni ed ancora bidoni. Non li vedevo arrivare spesso. A voi le conclusioni.

Subito dietro il suddetto cancellone erano state poste momentaneamente alcune cassette di latte fresco (Granarolo). Purtroppo quel "momentaneamente" si rivelò puramente intenzionale. Ma ho potuto, almeno, provare l'esperienza estrema dei vari passaggi dalla fermentazione alla putrefazione dell'alimento più "sano", ma meno digeribile del mondo.

Nei mesi invernali il problema non si presentava. Restavo contratto e sottovuoto dentro uno dei microbox con la stufetta e la radiolina accese. Pennicavo, mi scaccolavo e cantavo da solo. Componevo anche canzoni dai testi improbabili. Composizioni che si disperdevano nel metro quadrato, abbondante, del box. Qualche volta affogavo la noia nello sperma... potessero parlare le pareti di quel box. Tuttavia, appena mettevo il naso fuori, era lì, a disposizione, un'orgiastica esplosione di guano. Se ordinavo un caffè, mi arrivava macchiato. I motorelli, con relativi selle e parabrezza, sembravano dati in concessione dall'esercito.

Non so perchè, ma tutto questo è scaturito dall'annuncio riportato in cima. Le mie ascelle sono ancora perfettamente deodorate stamane. E non vedo l'ora di togliermi le scarpe e di sfilarmi le calze.

ditato da: IlDitoArCulo alle ore maggio 24, 2006 12:04 | Link | commenti (17)
dito/i:indice, mellino
lunedì, 22 maggio 2006

Non ricordo dove e quando. Ma so di aver letto questa frase su una rivista e ve la riporto per chiedervi un'opinione:

"Più un sentimento è forte, più per la paura di perderlo, diventa debole.  ,,

Ho fatto, per l'occasione, un bel pollettino che a me ci piace tanto (ed anche a voi ci piace, lo so). Specie con tante patatine croccantine. Rispondete, please. 


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ditato da: IlDitoArCulo alle ore maggio 22, 2006 15:24 | Link | commenti (15)
dito/i:pondulo, illice, trillice
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