...ma non ti faccio pubblicità. manco se mi paghi più di Megan Gayle.
Odio la domenica. Ok: odio è una parola grossa. Rifo'.
La domenica mi sta sul culo. Profondamente. Le campane delle messa. Odori grassi. Le pastarelle. Il calcio e la formula1. L'attesa del lunedì.
Ma non sarà mai, e questa è di per sè già un'enorme fortuna, come certe domeniche agonizzanti dei fantastiticissimi anni '80. Me adolescente brufoloso (ma solo dentro, fuori ero 'na persichella) a ballare al Charlie di Vicolo Bianchetti il pomeriggio, e la sera l'autoflagello con Drive In. Non mi faceva ridere (a parte Faletti e D'Angelo che imitava la Carrà), aveva un taglio penoso, ed era l'anticamera degli immancabili e successivi incubi notturni (e nazionali). Compito in classe o interrogazione alla prima ora di lunedì. Ma il lunedì non l'ho mai odiato. Mi ha sempre incusso profondi soggezione e rispetto.
Oggi è lunedì, sono in ufficio e nemmeno devo scaldare la poltrona. Quando si dice lavoro stagionale.
Tornando alla domenica. Ne ho trascorsa una buona metà in un localaccio brutto e fumoso. Pieno di orsoni pelosoni gigioni e gongoloni. Sala fumo, pista, bar, dark su, dark giù, cessi. Tutti in fila. La marcia dei pinguini pareva. Io mi sono sparato 4 birre corrette con gin, ho ballato, chiaccherato, fumato un pacchetto di marlboro rosse (il mio schiaffo alla miseria), e quindi bla bla bla. Fino alle 10 di mattina.
Dopo un sonno di 6 ore, ti svegli alle 4 p.m. con l'idea di quel silenzio estivo domenicale, che è l'unica cosa che salvi della domenica, sebbene ti metta addosso una nervosa e rabbiosa malinconoia. Invece, non essendo ancora estate e nonostante il cielo -oh che cielo- la strada era tutto un brulichio di massaie, mocciosi e T.I.R. ...che domenica non dovrebbero circolare. (I mocciosi e le massaie, intendo).
Birra & Gin, va detto, sortisce simpatici effetti; specie quando sai che puoi darci sotto spaccando il fegato, annebbiando le percezioni e annientando le funzioni; tanto sei, a piedi, a meno di 500 metri dal luogo del delitto. Ma la testa, al risveglio... cazzo, la testa. La tv, non l'accendi. Non esiste. Memore dei consigli post-sbronza di Christine (la mia moglie americana scema) mi sbatto e cuocio due uova col formaggio, e le guarnisco con un cucchiaino di miele. Non avendo sciroppo d'acero. Fantastiche devo dire. Una spremuta d'arancia, un caffè e due compresse di Aleve mi restituiscono ad una dimensione tollerabile in meno di mezzora. Grazie moglie.
Cazzo quanto sta diventando lungo 'sto post.
Velox: leggo su Vanity Fair (la coinquilina contessa ne ha depositata una copia, rigorosamente "scaduta", nel cesso) di assassinii in famiglia, ultimo caso nella depressa periferia romana. Una donna lancia strali contro il marito che, a detta dei nipoti (che si sono lì trasferiti per fare compagnia alla povera zia, che nel mentre cucina, lava e stira per tre) se n'è ito co n'artra. In realtà i premurosi nipoti, per motivi ancora ignoti (si sospetta che ci sia di mezzo... uhm... ah sì una questione di soldi) hanno dato fuoco allo zietto nei pressi di una discarica. Difendiamola, la famiglia. Alè.
Il Papa in visita ad Auschwitz recita: "Signore, perchè hai taciuto? Perchè hai potuto tollerare tutto questo?". Qui mi fermo, non per rispetto, ma perchè sì. E basta.
Serena Grandi si candida non so dove nella lista Mussolini, e ricordando le origini romagnole afferma 'na roba tipo: "mai parlato di politica in casa, però mia nonna diceva sempre: -ah... quando c'era Mussolini...".
Arriva la Monacabastarda: burrachiamo. Mi umilia, ma non mi concede una rivincita. Tipico: questa stronza (la Monaca) ti piomba in casa, urina e/o defeca, scola una mezza bottiglia di qualcosa (ultimamente meno perchè vuole fare la magra, ed io pure), stravince e fugge assennata verso nuove avventure. (In bocca al lupo per stamattina, comunque).
Ok, penso che ormai sia finita. Poi la serata televisiva della domenica di RaiTre (con la e aperta), è pura delizia. "Report" tratta delle convenzioni (ministeri ed enti statali) presso le università, per ottenere lauree a rette scontate e crediti dimezzati. La ciliegina sulla merda.
Rapporti emmemmessuali. "Fortuna" c'è la compagnia telefonica che mi ha regalato 100 mms al giorno per un mese, avendogli io regalato soldi per un nuovo cellulare. Fortuna c'è un ometto conosciuto in chat, mai visto, col quale chatto da mesi, in modo assolutamente sconclusionato e surreale. Da qualche giorno ci intasiamo la memoria congestoniando la rete. Questo lo scambio della serata di ieri. Comincio io.

Ho messo in ordine la camera.

Io mi faccio bello ed esco.

Questo il risultato, immagino...

Ora sono pronto. Come sto?
Quando si dice due chiacchiere tra masKi.
Fortuna c'è la Dandini. Mi addormento sul 'the best of' del suo programma. La Serena ha il pregio di far risultare interessante il banale e blandamente simpatico lo sgradevole. Ma non ce la faccio. Crollo. Mi ridesto un attimo catturato da arpeggi di chitarra ed una voce sussurrata. Il paradiso esiste, penso. Ma non sono morto; è solo Paola Turci (ma che brava) che canta 'sta meraviglia:
C’è gente che ha avuto mille cose
Tutto il bene, tutto il male del mondo
Io ho avuto solo te
E non ti perderò, non ti lascerò
Per cercare nuove avventure
C’è gente che ama mille cose
E si perde per le strade del mondo
Io che amo solo te
Io mi fermerò e ti regalerò
Quel che resta della mia gioventù.
(Sergio Endrigo)