It's Not Right But It's Ok
Nel chiacchiericcio delle 13:30 sul mio solito tram 19, intercetto un dialogo tra due signorotte coi becchi puntati su una copia di Metro, imperniato sulla notizia della situazione estrema della tossicodipendenza di Whitney Houston, vera icona degli anni 80, la quale ha un po' tradito, negli ultimi anni, l'immagine imposta con grande successo in quello stesso periodo: grande gnocca, di buona famiglia, piuttosto talentuosa, profondamente cristiana e pure un po' troppo moralista (che negli Usa ci sta come il cacio sui maccheroni); ricordo una sua presunta dichiarazione in cui affermò di scongiurare che sua figlia non diventasse mai una fan di Madonna. Erano anni in cui la Ciccone ci dava parecchio sotto col sex e stava sempre o con la lingua o con le zizze o con la patata (o con tutte e tre) di fuori. I commenti delle due pennute si snodavano agili su una simpatica trafila di concetti che insultano persino la più comune e becera retorica: "più hanno successo e soldi, più non sanno quel che vogliono... già, è un brutto mondo quello... io al posto suo mica sarei così stupida... e dire che sembrava tanto una brava persona... già, cantava come un angelo..." . Su Metro è riportata anche una foto, la stessa che trovate sul TheSun (e se vi iscrivete al sito, potrete anche accedere al formato BIG della foto), che sembra catturata alle 5:00 di domenica mattina da Dolcenotte; epico momento postdisco et preafter. Ebbene; pur non essendo così gnocca, mi ci sono riconosciuto. Comunque il messaggio di tutto quello starnazzare era, sostanzialmente, che "chi si droga non è intelligente", che umilmente accetto ed altrettanto onestamente preferisco al più generico e generalizzante "chi si droga ha dei seri probbblemi". Ne deduco, quindi che le nostre simpatiche amiche, brillassero per intelligenza e, probabilmente, non avessero dei seri probbblemi, salvo quello (come direbbe una Regina di mia conoscenza) di cambiare parrucchiere... e, confermo, sarebbe stato il caso. Comunque, e qui lo dico e qui lo nego, io ho una passione smodata e, ribadisco, affatto intelligente per tutte quelle sostanze che mi procurino sensazioni e stati d'animo piaciuevoli ed insoliti. E' altrettanto vero che, essendo fifonissimo circa i guai fisici conseguenti, mi contengo e limito assai. L'anno scorso, in autunno, stavo davvero a pezzi; uno di quei periodacci dove olezzi di vittimismo da capo a piedi: interi flaconi (formato famiglia, 3x2) di vittimismo dentro la vasca... eppure ricordo bene i flashback eccitati, concitati, tutti luci e colori di una seratina disco+after dove ero estremamente love&peace&dance; dove amavo con tutto me stesso il mondo, e chiunque mi fosse vicino o passasse accanto era una bocca da baciare o un volto a cui indirizzare e sfoggiare un sorriso da ebete. Il giorno dopo ero a pezzi, su un regale divano, e sbranavo l'ospitale amica Regina neanche fosse un coscio di pollo. La Regina, dopo aver subito qualche attacco di troppo (credo il secondo o il terzo) si è assentata un minuto ed è tornata mettendomi in mano una pillolina con sovraimpressa una faccina identica alla sua. Una regina con l'effigiue su una pillolina invece che su una moneta o su un francobollo. Davvero rivoluzionaria. Da lì ho sequestrato il flaconcino e mi sono sparato il suo contenuto per un po' di giorni successivi...
La tentazione di buttarmi in una dipendenza del genere l'ho avuta, ma visto che rifiuto l'idea di avere dei seri probbblemi (il che non esclude ch'io li abbia davvero), me ne sono conservato un paio per possibili periodacci futuri. Quindi, cara Whitney, premettendo che dei tuoi probbblemi può fregarne al massimo a qualche tuo fan (ma dal momento che non fai un disco decente da anni ed un paio giusto carini li hai fatti... why?), o a qualche gallina con la ricrescita e delle meches orribili, sappi che hai tutte le mie solidarietà e comprensione... e se passi da Roma, fatti viva, che ci facciamo una seratina all together. Però tu provvedi per te ed io per me; il crack mi fa paura, e la coca non mi convince.
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