Non tutto il sale vien per cuocere
Quest'anno ho trascorso il primo Natale quieto, senza prudi-prudi-gratta-gratta, da immemorabile tempo. Un ascesso dentale esploso qualche giorno prima mi ha di fatto impedito di fagocitare a mo' di random qualsiasi materia commestibile o meno mi capitasse sotto tiro. Ho quindi osservato il movimento mandibolare compulsivo altrui, ho visto allentare le cinte altrui e udito gli spasmi gastro-intestinali altrui. Ci deve essere qualcosa di estremamente masochistico in questa sorta di rito; io stesso che zomperei a pie' pari questo *magico periodo* compreso tra metà dicembre ed i primi di gennaio, mi ritrovo sempre ad assecondare una lussuriosa ed avida, nonchè isterica ingordigia col risultato, successivamente, di mortificarmi e sentirmi una merda informe, untuosa e fetida. Ma quest'anno no. E visto che non mi va affatto di fare lo snob o l'anticonvenzionale a tutti i costi, il giorno di Santo Stefano mi sono gettato con vigore e coraggio insospettati, in mezzo alla folla del parentado più o meno al completo. E' stata, come capita spesso con i miei parenti, una giornata buttata "in vacca": cofane di tortellini in brodo (per inciso: non li sanno fare; mia mamma che è sì ciociara, ma che vanta pure un processo di bolognesizzazione lungo quasi 45 anni, è una tortellinara d.o.c.), carni di tutti i tipi (al punto che ci si chiede se sia il caso di approfondirne le origini, mentre ti chiedi dove sia finito il fox terrier di zia Franca), contorni a go-go... nel mentre la conversazione (prevalentemente tra le donne dell'allegra combriccola) verteva sulla presunta dotazione di un cugino 14enne, il quale millantava che col suo pisello (di legumi si stava parlando: zia Franca mette troppa acqua, secondo zia Luisa; ecco spiegato perchè alla prima vengono "un-po'-troppo-mosci") poteva sfamare in tutta tranquillità almeno 40 bocche. Dopo il pranzo si è ruttato in allegria smazzando a carte ("31" e "stoppa" i giuochi più gettonati), si sono aperti 2 panettoni, 1 pandoro, 1 torrone, qualche scatola di assortimenti vari e messe sul gas almeno 3 moke da 12... fino alla fatidica frase: "dobbiamo preparare la tavola per la cena". Lì mi sono abilmente defilato, con gli zii maschietti che, di fronte alle proteste delle zie femminucce, mi ammiccavano bavosamente complici: "aho', ma 'sto ragazzo ciavrà dda fa'... he he he". Io credo che una puntata di SuperQuark la dovrebbero dedicare a questi aspetti comportamentali, piuttosto che a quelli degli ornitorinchi del Pelepponeso.








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D*INFLUENCE > Prayer 4 Unity
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GALLIANO > The Plot Thickens
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Dal suo best-seller, le 10 regole d'oro per ALLEVARE UN DELINQUENTE