Quando il dito, tutto sommato, sta meglio nel caro meato.

“Sa che cos’è un MINIPIMER? Un frullatore, di quelli a immersione, piccoli, che sposti da una parte all’altra della cucina. Lo stavo usando, mi è sfuggito, l’ho preso al volo con la mano destra, ma –non so nemmeno io come- dentro c’è finito l’indice della mano sinistra. Ovviamente, ho messo anche il dito sull’interruttore… Ha presente l’accendino Zippo aperto? Mi si è scoperchiato il dito, è saltato un pezzo d’osso. Mi hanno messo due punti interni e sei esterni… Cazzo, mi dicevo, sono un chitarrista: che farò senza il dito che più degli altri mi serve per suonare?”
(Alex Britti, tratto da Vanity Fair n.34/2005)
Garantisco, avendola provata io pure, che trattasi di un'esperienza del tutto rinunciabile. Una commistione di dolore e senso di assoluta dissennatezza. Moi, al contrario di Britti, avere azionato meccanismo di funzionamento -con pulsante di sicurezza, che richiede l'utilizzo di due dita, pardon: diti- mentre pulire attrezzo killer sotto getto d'acqua... Non sono un chitarrista; il dito in questione -anche nel mio caso indice, ma dx- mi serve al massimo per fare bang! bang! agli indiani (... anzi: facciamo agli americani) oppure cucci cucci a qualche fantastico felino... ma essendo stata un'esperienza absolutely devastante (chi c'era può testimoniare) voglio lanciare questa campagna di sensibilizzazione: "OCCHIO AL MINIPIMER!" ( o meglio: non divagate, incauti, con la mente quando lo maneggiate).







